Torino, la badante si fingeva innamorata: all’anziano sedotto sottratti 500 mila euro

di redazione Blitz
Pubblicato il 8 Luglio 2020 14:42 | Ultimo aggiornamento: 8 Luglio 2020 14:42
Torino, badante si finge innamorata: all'anziano sedotto sottratti 500 mila euro

Torino, la badante si fingeva innamorata: all’anziano sedotto sottratti 500 mila euro (Foto Ansa)

Si fingeva innamorata del suo datore di lavoro. Lei, 48 anni, assunta come badante di lui, 64 anni e con un deficit cognitivo. Così è riuscita a sottrargli mezzo milione di euro. 

La badante infedele è stata fermata grazie alle indagini dei carabinieri di Torino. Il suo inganno d’amore della badante è durato circa tre anni, dal 2017 ad oggi.

La donna, italiana, è stata raggiunta da un’ordinanza di custodia cautelare che le ha imposto il divieto di dimora nel comune di Torino e il divieto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dall’anziano.

Nonché il divieto di comunicare con lui, per circonvenzione di incapace continuata e aggravata.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, la donna avrebbe fatto credere alla vittima di essersi innamorata di lui e che lo avrebbe sposato.

In realtà avrebbe utilizzato questo rapporto per farsi comprare una casa, del valore di 220 mila euro, e ottenere denaro per interventi di chirurgia estetica, auto, abiti griffati.

A segnalare insoliti flussi di denaro è stata la banca. Secondo quanto accertato, negli ultimi anni l’uomo, che soffre di un declino cognitivo, avrebbe prelevato circa 132 mila euro dai suoi conti corrente.

La badante aveva sempre raccontato che il denaro le serviva per le cure mediche dell’anziana madre.

Alla 48enne sono stati sequestrati i conti correnti e la casa dove vive con i figli, a nord di Torino. La vittima, che non ha parenti stretti, è stata affidata ai servizi sociali. (Fonte: Ansa).

Chieti, cercasi badante: “Non deve essere di colore”

La badante non deve essere di colore. E’ l’annuncio pubblicato da un’agenzia del lavoro a Chieti che ora lo ha rimosso.

La badante deve prestare servizio “h 24 con contratto a norma di legge”, si leggeva nell’offerta, ma “non dev’essere di colore”.

A rilanciare il Post è stato l’Anpi Pescara che denuncia: “Questo post è stato rimosso da Facebook (ed ora è di nuovo visibile senza la frase razzista), ma la gravità del fatto resta”.

“Come si fa a pubblicare un annuncio del genere senza battere ciglio?”, scrivono dall’associazione nazionale partigiani.

“Dobbiamo contestualizzare anche in questo caso oppure possiamo dire che si tratta di una forma di discriminazione e, in particolare, di razzismo?”

“Possiamo chiedere alle Agenzie, tutte, di rifiutarsi di pubblicare annunci del genere perché non rispettano i principi costituzionali?”

“Perché, per l’appunto, discriminano esseri umani rispetto ad altri esseri umani?”.