Torino, bar porta caffè ai poliziotti e viene multato dai vigili urbani

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Maggio 2020 9:30 | Ultimo aggiornamento: 7 Maggio 2020 9:30
Polizia, Ansa

Torino, bar porta caffè ai poliziotti e viene multato dai vigili urbani (foto d’archivio Ansa)

ROMA – A Torino un barista porta un caffè ai poliziotti e viene multato dai vigili urbani.

Non è una barzelletta ma è quanto avvenuto a Torino, all’ingresso del Monte dei Pegni.

A raccontare la storia è Repubblica.

Cosa è successo?

E’ successo che, come racconta il quotidiano, il direttore del Monte dei Pegni ha ordinato un caffè e ha deciso di offrirlo a due poliziotti che erano con lui.

Il barista ha portato i caffè, li ha consegnati, è tornato al locale ed è stato multato da due vigili in borghese.

Per i vigili, infatti, racconta Repubblica, la sua consegna equivale ad un’attività da asporto che a Torino è vietata fino al 9 maggio.

“Se ne avessi portato soltanto uno al direttore – spiega il barista – sarebbe stata una consegna a domicilio perché lui lavora a quel preciso indirizzo”.

 “Sono uscito dal bar e ho portato i tre caffè che mi  erano stati ordinati dal direttore che evidentemente aveva deciso di offrirne uno agli agenti –  racconta ancora –  quando sono tornato nel bar sono stato seguito da due vigilesse in borghese che mi hanno multato”.

“Avrei potuto organizzarmi per le consegne a domicilio da molto prima  –  dice il proprietario del bar –  ma visto che la mia clientela è fatta soprattuto dagli impiegati degli uffici, ho deciso di aspettare che riaprissero almeno in parte”. E aggiunge: “Di sicuro farò ricorso contro questa multa assurda che affonda il coltello nella piaga in una situazione già drammatica. Siamo chiusi da mesi e stiamo cercando in qualche modo di rialzare la testa rispettando tutte le regole”.

Ma i vigili non sono d’accordo. “La consegna è stata fatta in strada appena fuori dal locale  – precisano dalla polizia municipale  -Se i caffé fossero stati portati all’interno del monte dei pegni sarebbe stata un’attività di delivery permessa. In questo modo, invece, risulta un servizi di asporto che non è ancora consentito a Torino”. (Fonte: La Repubblica).