Torino. Due colpi d’ascia non bastano per uccidere il rivale in amore

di Lorenzo d'Albergo*
Pubblicato il 3 Marzo 2010 12:53 | Ultimo aggiornamento: 3 Marzo 2010 13:29

La pizzeria di cui è proprietario l'aggressore

Si era appena conclusa un’importante storia d’amore tra Rodolfo Antonuccio, 52 anni, proprietario della pizzeria “Alla Mole” a Settimo Torinese, e Loredana M., 39 anni, titolare di un negozio di mobili, “Torino sedie”. Solo nove mesi fa i due avevano avuto una bambina, ma scontri e liti erano la consuetudine. La donna non aveva mai trovato il coraggio di denunciare il convivente alle forze dell’ordine, nonostante i comportamenti degli ultimi tempi. E non si sarebbe mai immaginata un colpo di testa come quello di cui è stato autore l’ormai ex compagno.

Sono le 11 della mattina quando l’uomo, completamente fuori di sé e armato di ascia, arriva a bordo del suo suv in via Bologna 1. Parcheggia proprio di fronte al negozio, dove non trova Loredana. C’è invece Pier Giacinto Cochis, cinquantaduenne socio della donna e amico della coppia. I due si conoscono sin dai tempi delle elementari. Ma il loro legame si è spezzato da quando Cochis si è avvicinato a Loredana. Antonuccio non ci vede più e si scaglia sul rivale con due colpi di ascia. Con il primo ferisce gravemente la mano destra con cui la vittima cerca di difendersi, mentre il secondo colpisce il braccio. L’aggressore perde la presa dell’arma e Cochis ne approfitta per scappare dal negozio, lasciandosi dietro un’abbondante scia di sangue. Intanto Antonuccio si sfoga sui pezzi di arredamento esposti nel locale.

La vittima cerca aiuto e in pochi minuti la polizia è sul posto. Cochis viene immediatamente trasportato al pronto soccorso del Gardenigo. Non è grave e se la caverà con un’operazione alla mano ferita e sessanta giorni di prognosi. Intanto l’assalitore si rimette alla guida del fuoristrada e torna alla sua pizzeria in via Verdi, come nulla fosse. Saluta i dipendenti ed esce a comprare le sigarette. Viene fermato dalla polizia proprio di fronte al tabaccaio di via Rossini. Non tenta la fuga. Si limita ad allargare le braccia e ad ammettere di aver “fatto una fesseria”.

*Scuola di giornalismo Luiss