Eternit, decine perdono il risarcimento per un “errore di stampa”

Pubblicato il 17 Febbraio 2012 11:33 | Ultimo aggiornamento: 17 Febbraio 2012 11:37

TORINO – Decine di vittime perdono il risarcimento al processo Eternit perché i loro nomi e cognomi sono scomparsi nel trasferimento dai file del collegio giudicante al cartaceo del dispositivo della sentenza. Il testo letto in aula, lunedì, quello che secondo la legge andava letto interamente, con tutte le generalità dei risarciti affinché risultasse formalmente valido per il riconoscimento dei diritti, era incompleto. Per ottenere quanto sancito nella sentenza, i “dimenticati” dovranno fare ricorso in Appello.

Ma non solo, sono stati depennati anche tutti coloro i quali hanno sentito pronunciare i loro nomi e cognomi storpiati. Per loro però sarà sufficiente chiedere un’integrazione dei giudici che dia conto della correzione dell’errore materiale.

Il presidente Giuseppe Casalbore e i suoi colleghi hanno svolto un lavoro meticoloso, ma il dispositivo della sentenza non poteva che essere redatto e stampato durante l’ultima camera di consiglio. La stampa è stata affidata a più di un funzionario amministrativo ed è stato in quest’ultima fase che qualche foglio è scivolato via.

Ieri ne è stata data conferma all’avvocato Anna Fusari, recatasi in tribunale per chiedere spiegazione sul perché a 265 su 280 lavoratori Eternit fosse stato riconosciuto il diritto al risarcimento.

Secondo il quotidiano la Stampa c’è anche un altro dato significativo che emerge: “Dei lavoratori Eternit di Casale e di Cavagnolo solo per 66 su 1192 è stata stabilita una provvisionale immediatamente esecutiva di 30-35 mila euro, un quarto dello stesso riconoscimento accordato ai cittadini colpiti dall’amianto. I lavoratori sono stati indubbiamente penalizzati dalla prescrizione del reato di omissioni dolose di norme antinfortunistiche (tipicamente da fabbrica) per il periodo precedente all’agosto 1999”.