Torino, gay aggredito dai vicini di casa nel suo cortile: “Ti ammazziamo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 gennaio 2019 16:01 | Ultimo aggiornamento: 4 gennaio 2019 16:01
Torino, vicini di casa aggrediscono gay nel suo cortile

Torino, gay aggredito dai vicini di casa nel suo cortile: “Ti ammazziamo”

TORINO – Hanno circondato il vicino di casa gay mentre si trovava nel cortile della sua casa di Torino dove vive col compagno, l’hanno insultato, minacciato e poi picchiato. “Brutto ricch***, ti ammazziamo”, gli hanno gridato gli aggressori prima di scagliarsi contro di lui a calci e pugni. La vittima è un uomo di 53 anni che ha denunciato l’accaduto.

Marco Giusta, assessore comunale ai diritti, ha commentato la notizia apparsa sul sito Gaynews dicendosi “seriamente preoccupato”: “Ho già scritto alla persona aggredita e al nucleo di prossimità della polizia municipale per offrire la mia disponibilità e quella dell’assessorato per fare fronte alla situazione. So che le associazioni di stanno già muovendo per dare il loro supporto, tramite gli sportelli accoglienza e legali e l’assessorato sarà disponibile a qualunque azione si voglia costruire”.

Lo scorso 2 gennaio, secondo quanto viene riportato, il cinquantatreenne è stato colpito con calci e pugni dai ragazzi che lo avevano avvicinato con il pretesto di chiedergli una sigaretta. “Brutto ricchione ti ammazziamo”, le parole che gli sono state rivolte. Il giorno successivo, sempre secondo il testo, dai familiari degli aggressori sono arrivati nuovi insulti. 

Francesca Puopolo, portavoce di Arcigay Torino, ha commentato: “L’attuale clima politico nazionale, che mostra altrettanta e più assordante indifferenza nei confronti dell’agire violento nei confronti di chi è reputato diverso e, in questo caso, sbagliato, legittima violenze di questo tipo. Un gesto che si cela dietro la sicurezza del gruppo nei confronti di un’unica persona ritenuta colpevole della sua visibilità. A peggiorare la situazione, l’indifferenza dei vicini e il clima minaccioso che si è creato intorno a lui dopo l’aggressione “.