Torino, incidente alla centrale dell’ossigeno: bimbo muore all’ospedale

Pubblicato il 29 Giugno 2011 - 19:10 OLTRE 6 MESI FA

TORINO – Una bimbo di nove anni è morto oggi nell’ospedale infantile Regina Margherita di Torino per un incidente alla centrale di distribuzione dell’ossigeno dove erano in corso lavori.

Il bambino era già in gravissime condizioni ed era ricoverato nel reparto Terapia Intensiva dell’ospedale Regina Margherita.  La Direzione Regionale alla Sanità ha sottolineato che l’impegno del personale, al momento dell’emergenza, ha impedito che l’incidente coinvolgesse altri pazienti con ulteriori drammatiche conseguenze.

Le verifiche per chiarire l’incidente sono tuttora in corso e tutto il materiale che è stato e sarà acquisito – hanno riferito i responsabili della sanità piemontese – sarà messo a disposizione della Procura della Repubblica di Torino.

Sono sei i bambini coinvolti nell’incidente. Cinque di loro stanno bene e non si sono accorti del problema nella distribuzione dell’ossigeno.  Il bambino deceduto respirava ossigeno puro al cento per cento, per cui ha subito conseguenze letali. Lo si apprende da fonti dell’ospedale Regina Margherita.

Gli altri cinque bambini coinvolti nell’incidente stavano respirando una miscela di aria e ossigeno per cui – hanno riferito fonti dell’ospedale Regina Margherita – non si sono neanche accorti del problema creato dalla mancanza di ossigeno. Due di loro si trovavano in sala operatoria per essere sottoposti a intervento chirurgico; tre (fra i quali il piccolo venezuelano deceduto) erano nel reparto Rianimazione-Terapia intensiva e uno nel reparto Cardioanestesia. L’incidente – da quanto si e’ saputo in ospedale – e’ avvenuto nel pomeriggio, fra le 15:30 e le 16.

Il bimbo morto era venuto con i genitori dal Venezuela per sottoporsi a un trapianto di midollo osseo. Era in cura da due anni per una forma di patologia oncologica ed era arrivato a Torino grazie a una collaborazione con il Venezuela per la cura dei bambini sudamericani.

Dopo essere stato sottoposto a trapianto – hanno precisato in ospedale – è stato trasferito nel reparto Rianimazione-Terapia intensiva da una ventina di giorni. Le sue condizioni di salute erano già gravissime e aveva bisogno di respirare ossigeno puro al cento per cento.