Cronaca Italia

Torino. Postina ricattata: aveva sottratto 14 mila lettere

Una postina sottrae quattordicimila lettere e le consegna a dei conoscenti che poi la ricattano: la storia si è svolta a Torino e si è risolta con l’intervento della polizia, che ha denunciato la donna e uno degli estorsori.

Non si conoscono ancora i motivi che hanno spinto la postina, una quarantenne dipendente di un’azienda di spedizioni private, ad impadronirsi della corrispondenza. Sono comunque in corso le procedure per far pervenire le lettere ai destinatari.

Gli investigatori del commissariato San Paolo hanno chiarito che la postina ha simulato la distribuzione della corrispondenza per ottenere un guadagno facile. La procedura dell’azienda in cui lavora prevede che l’operatore, al momento della consegna, effettui una speciale lettura con pistola laser su un codice a barre: il sistema è collegato a un impianto satellitare e fa scattare un accreditamento automatico di undici centesimi per ogni plico.

Il trucco adoperato dalla postina, a quanto pare, è stato però scoperto da un gruppo di quattro persone, una delle quali è il quarantunenne C.Z., che si sono trasformate in estorsori, chiedendole somme sempre più ingenti. Nella vicenda è spuntato un retroscena a luci rosse: la donna aveva fatto sesso a pagamento con un imprenditore suo coetaneo, che poi aveva cominciato a ricattare minacciando di rendere pubblica la storia.

In ogni caso, la postina, dopo molti tentennamenti, ha detto alla polizia che il suo proposito era ”fare bella figura con i capi dimostrando di saper consegnare tanta posta”. La corrispondenza, in realtà, veniva trattenuta, anche se all’azienda, tradita dal sistema informatico, risultava che venisse distribuita regolarmente. Il tutto è emerso quando gli agenti della sezione di controllo del territorio e poliziotto di quartiere hanno trovato in una strada, nei pressi di corso Sebastopoli, circa mille lettere.

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