Torino. Neonato piange, il padre lo scuote: ora rischia cecità o paralisi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 ottobre 2013 23:21 | Ultimo aggiornamento: 2 ottobre 2013 23:21

Torino. Neonato piange, il padre lo scuote: ora rischia cecità o paralisiTORINO – Il figlio di appena 15 giorni non smetteva di piangere e il padre lo ha scosso con violenza per farlo smettere. Scossoni che al neonato hanno provocato una grave emorragia cerebrale. Il neonato ha rischiato di morire e dopo un mese di ricovero nell’ospedale infantile Regina Margherita di Torino è fuori pericolo, ma rischia di rimanere cieco o paraplegico. I medici si dicono “cautamente ottimisti”, ma il timore di danni permanenti resta.

Il padre, un trentenne residente nel torinese, lo ha scosso con forza per farlo smettere di piangere. Un gesto all’apparenza forse innocuo, ma che in un neonato può essere letale: la rotazione involontaria e ripetuta della testa e degli arti porta a una accelerazione del tessuto cerebrale, o dell’osso cranico, dalle conseguenze devastanti.

Solo quando il piccolo ha iniziato a stare male, il padre si è precipitato al Pronto Soccorso: “Mi è scivolato dalle braccia mentre stavo per dargli la pappa”, è stato il primo racconto dell’uomo ai sanitari del Regina Margherita. Che, dopo il ricovero in rianimazione del neonato per una forte emorragia cerebrale, hanno subito compreso che la versione fornita dal padre non era vera.

Di fronte ai referti medici, l’uomo, descritto ora come molto provato e preoccupato per i rischi che ancora corre suo figlio, ha ammesso, nel corso di un lungo interrogatorio di fronte al pm Fabiola D’Errico, di avere scosso il figlioletto. Iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Torino, che sul caso ha aperto un’inchiesta, l’accusa nei suoi confronti è quella di lesioni colpose.

Il neonato ha lottato a lungo tra la vita e la morte. E il 2 ottobre, a circa un mese di distanza dal ricovero, ha lasciato la Rianimazione. Si trova ora nel reparto di terapia sub-intensiva e la prognosi è ancora riservata. Il tempestivo trasporto in ospedale, e la prontezza dei medici nel capire quale fosse la patologia, gli hanno salvato la vita. Potrebbe però rimanere cieco, da uno o da entrambi gli occhi, o paralizzato. Soltanto tra qualche mese potranno essere valutati con esattezza i danni subiti dal neonato.