Torino, nigeriano 33enne ucciso all’ex Moi con un bilanciere da palestra

di redazione Blitz
Pubblicato il 18 gennaio 2019 23:59 | Ultimo aggiornamento: 19 gennaio 2019 2:30
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Torino, nigeriano 33enne ucciso con un bilanciere da palestra all’ex Moi (foto Ansa)

TORINO  – Il cranio sfondato con un bilanciere da palestra. E’ stato ammazzato così Andrew, nigeriano di 33 anni residente all’ex Moi di Torino, l’ex mercato ortofrutticolo e poi villaggio olimpico nel 2006, vicino alla stazione ferroviaria del Lingotto, ancora occupato da molti extracomunitari.

Un omicidio efferato, su cui indaga la polizia, avvenuto mentre l’uomo era coricato nel letto della sua camera al primo piano della palazzina arancione. Secondo un primo esame del medico legale, la morte di Andrew, che da tempo aveva chiesto lo status di rifugiato, risale a un giorno fa.

L’omicida è entrato nella sua camera, l’ha colpito più volte alla testa con un bilanciere e poi è uscito, chiudendo la porta. Il movente è ancora sconosciuto. Tante le ipotesi al vaglio degli investigatori, compreso il regolamento di conti. 

Gli agenti della squadra mobile della questura di Torino, coordinati dal pm Francesco La Rosa, cercano di rintracciare l’assassino.

Il delitto riaccende le polemiche le tensioni sull’ex Moi. Il mondo politico si divide tra chi vuole lo sgombero immediato delle palazzine e chi sostiene il progetto di reinserimento seguendo il programma del cosiddetto ‘sgombero dolce’ iniziato nel 2013 e attuato da Comune, Prefettura e Compagnia di San Paolo. “

“Conosciamo la situazione e non abbassiamo la guardia”, interviene il ministro dell’Interno Matteo Salvini, che annuncia un incontro con la sindaca Chiara Appendino. Fratelli d’Italia accusa: “Lo sosteniamo da sempre e alla fine è successo: dopo una serie interminabile di fatti di sangue meno gravi ma continui, oggi ci è scappato il morto – tuonano Maurizio Marrone e Augusta Montaruli – Era inevitabile che la farsa del finto sgombero finisse così”.

Fabrizio Ricca, consigliere comunale della Lega, parla di “situazione allarmante. Dopo uno stupro, le sommosse e le risse – dice – al Moi è stato commesso anche un omicidio. Non si conoscono ancora le cause, ma l’ombra della malavita e i regolamenti di conti avvenuti in città negli ultimi giorni iniziano a spaventare”.

E Daniela Ruffino, parlamentare di Forza Italia, chiede lo stop “dei proclami. Nonostante le rassicurazioni e gli annunci, nelle palazzine occupate l’emergenza non è stata superata”. Chi abita nella zona del Moi si dice sconvolto. “Una brutta storia – sbottano alcuni residenti – Qui non si può vivere”.