Cronaca Italia

Torino, pensionati massacrati a Caselle. In casa del figlio trovata marijuana

Torino, pensionati massacrati a Caselle. In casa del figlio trovata marijuana

Torino, pensionati massacrati a Caselle (foto Ansa)

TORINO – Si sospetta un triplice omicidio per i tre anziani trovati morti in casa a Caselle Torinese intorno all’ora di pranzo del 5 gennaio.

I tre, un uomo di 66 anni, la moglie di 65 anni e l’anziana madre di lei di 93 anni, hanno ferite da arma da taglio ma vicino ai corpi per ora non è stato trovato alcun coltello e per questo gli inquirenti sono propensi a escludere si possa trattare di un omicidio-suicidio.

A dare l’allarme era stato il figlio, Maurizio Allione, di 29 anni che, non riuscendo a contattare i genitori, aveva chiamato i vicini chiedendo di andare a controllare. Dopo aver fornito indicazioni per ricostruire la dinamica, ora dovrà rispondere di possesso di droga dopo che gli inquirenti hanno sequestrato marijuana in casa sua: denunciato a piede libero.

L’altra novità riguarda gli operai che avevano lavorato alla ristrutturazione della casa teatro della tragedia. Anche loro rientrano nell’inchiesta per omicidio, visto che conoscevano bene l’abitazione.

I corpi di Maria Angela Greggio, 65 anni, ex professoressa in pensione, del marito Claudio Allione, 66 anni, ex dipendente della Sagat (la società che gestisce l’aeroporto della città) sono stati ritrovati in corridoio, martoriati di fendenti anche quando erano senza vita, in una esplosione di rabbia e di ferocia incontenibile. L’anziana madre di lei, Emilia Campo Dall’Orto, 93 anni, è stata invece ritrovata in camera da letto, in posizione di difesa.

I carabinieri sono al lavoro per trovare la soluzione del giallo e dare un nome e un volto all’assassino. Ieri notte gli investigatori hanno a lungo e ripetutamente ascoltato il figlio dei coniugi uccisi, Maurizio Allione, 26 nni, la sua fidanzata e l’amico cui il giovane aveva telefonato chiedendogli di andare a casa dei suoi genitori.

Sulla Stampa la ricostruzione dei fatti:

A dare l’allarme è stato proprio Maurizio, che ha telefonato a Rita Fornelli, una vicina di casa, una delle poche persone di Caselle che i genitori frequentavano. «Sono in Valle d’Aosta per una vacanza e da due giorni non riesco a mettermi in contatto con mamma e papà». Ma Rita aveva già notato qualcosa di insolito: il garage della villetta, contrariamente alle consuetudini, era stato lasciato aperto, e la luce era rimasta accesa. «Gli ho consigliato di rientrare», racconta la donna. Maurizio è rientrato, ma prima ha chiesto a un amico di dare un’occhiata: il ragazzo ha scavalcato il cancello, è passato per la rimessa, è entrato in casa e ha visto.

L’ipotesi di una rapina non viene trascurata anche se lascia perplessi la presenza, nella casetta degli Allione, di due cani, due pastori tedeschi in grado di scoraggiare qualsiasi malintenzionato. Quello che è certo è che l’aggressore voleva uccidere: ha cercato, braccato e attaccato Claudio, Maria Angela ed Emilia con furia e determinazione. Nell’alloggio non c’era sangue, come se qualcuno avesse deciso di pulire tutto. Al punto che, prima che l’esame dei corpi rivelasse i segni della lama, si era pensato a una fuga di monossido di carbonio.

 

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