Torino, sei poliziotti penitenziari arrestati per violenze su detenuti: accusati di tortura

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 Ottobre 2019 10:06 | Ultimo aggiornamento: 17 Ottobre 2019 14:51
Casa Circondariale Lorusso e Cutugno

Casa Circondariale Lorusso e Cutugno

TORINO – Violenze sui detenuti nel carcere di Torino. E’ scattata da una segnalazione del Garante delle persone private della libertà personale del Comune di Torino l’indagine che ha portato agli arresti da scontare ai domiciliari di sei agenti della polizia penitenziaria in servizio presso la Casa Circondariale Lorusso e Cutugno, nota in città come “Le Vallette” dal nome del quartiere in cui è collocata.

Il provvedimento riguarda “plurimi e gravi episodi di violenza” – spiega una nota della Procura – commessi tra l’aprile 2017 e il novembre 2018. I sei agenti sono ora accusati di tortura e abuso di autorità

L’ordinanza del gip del tribunale di Torino è stata eseguita nella mattinata odierna dal Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria. L’indagine riguardano altri soggetti indagati a piede libero ed è ancora in corso. Gli inquirenti intendono infatti accertare “eventuali responsabilità penali di altri soggetti” e “se ci siano stati altri episodi analoghi, oltre a quelli finora denunciati”. L’applicazione delle misure cautelari, precisa ancora la procura, si è resa necessaria per evitare, in questa delicata fase, il pericolo di inquinamento probatorio.

Violenze in carcere a Torino, le intercettazioni: “Ti renderemo la vita dura” 

“Ti renderemo la vita molto dura”. Erano di questo tenore le frasi che gli agenti di polizia penitenziaria de Le Vallette rivolgevano ai detenuti. Le minacce si concretizzavano in perquisizioni definite dagli inquirenti “arbitrarie e vessatorie”, devastazioni delle celle e vere e proprie spedizioni punitive con schiaffi, pugni, calci. Le persone offese sono recluse per reati di violenza se****le. “Ti dovrei ammazzare e invece devo tutelarti” e la frase che si è sentito rivolgere uno dei detenuti prima di essere percosso.

In un’altra occasione uno dei reclusi, in attesa di un Tso, fu chiuso in uno stanzino e malmenato: mentre urlava per il dolore gli agenti “ridevano”. Il procedimento è aperto per reati di tortura e di abuso di autorità.

Secondo il Gip, gli agenti si sono comportati con “spudorato menefreghismo e senso di superiorità verso le regole del loro pubblico ufficio”, dimostrando di “non credere nell’istituzione di cui fanno parte”. 

Salvini: “Gli arresti mi fanno girare le palle”

“Uno Stato civile punisce gli errori, se uno sbaglia in divisa sbaglia come tutti gli altri. Però che la parola di un detenuto valga gli arresti di un poliziotto a me fa girare le palle terribilmente”: così il leader della Lega Matteo Salvini parlando a Terni con i giornalisti di quanto avvenuto a Torino. “Quindi la mia massima solidarietà a quei sei padri di famiglia” ha aggiunto il segretario della Lega.

“Non so se è scattata qualche epidemia in qualche Tribunale – ha detto il segretario della Lega – perché o si stanno scoprendo come pericolosi torturatori donne e uomini in divisa oppure c’è qualcuno che si fida degli spacciatori e non dei poliziotti. Nel caso di Torino non c’è un referto medico, non c’è una denuncia, c’è la parola di qualche ex detenuto contro quella di sei poliziotti. Sono stato a San Gimignano, dove c’è un altro fascicolo aperto, e ho incontrato questi pericolosi torturatori padri di famiglia. Mi viene rabbia a pensare che sono a casa senza stipendio”.

Salvini ha parlato con i giornalisti a margine della visita a uno stabilimento a Terni nell’ambito delle iniziative per le elezioni regionali.

Fonte: Ansa. Le parole di Salvini nel video dell’Agenzia Vista di Alexander Jakhnagiev che segue: