Torino, poliziotto: “Ferito negli scontri. Prima o poi qualcuno di noi…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 febbraio 2018 16:58 | Ultimo aggiornamento: 24 febbraio 2018 16:58
torino scontri polizia

Scontri a Torino tra Polizia e antifascisti

ROMA – I centri sociali in azione a Torino potevano uccidere. Contro le forze dell’ordine hanno tirato bombe con chiodi e bulloni e una ha colpito un poliziotto, Luca Cellamare, 35 anni, una moglie e due figlie di 7 e 2 anni. Colpito alla natica, la foto del suo sfregio ha fatto il giro del web.

Al Corriere della Sera l’agente del Reparto Mobile, consigliere provinciale del sindacato autonomo di polizia, ha spiegato cos’ha fatto dopo l’attacco: “Mi sono tolto dallo schieramento e sono andato nelle retrovie. Ho guardato in faccia il funzionario del servizio e ci siamo capiti: io ero il lanciatore di lacrimogeni e lui ha dato l’ordine di lanciare”.

I manifestanti però non hanno mollato. Cellamare ha fatto lo stesso, resistendo al dolore: “A un certo punto sentivo male, sì. Ma avevo in testa solo l’idea di aiutare gli altri. E ho corso e lavorato per un’ora, con quelli che insultavano, lanciavano ordigni, bottiglie, sampietrini…”.

Alla fine è dovuto andare in ospedale, e l’adrenalina ha lasciato il posto alla rabbia: “Penso che questa gente abbia bisogno di disciplina e che sia arrivato il momento storico per dire basta al nostro lavoro politically correct nelle piazze. L’altra sera la città è stata ostaggio di 400-500 teppisti pregiudicati che arrivavano da vari centri sociali d’Italia. Secondo lei è normale? Io dico che ci sono due tipi di fascismo: quello dei fascisti e quello degli antifascisti”.

La ferita brucia, conclude amaro, ma “brucia molto di più l’idea che qualcuno di noi prima o poi possa rimetterci la vita per gente che si dichiara antifascista o per chiunque altro fa della violenza la sua bandiera”.