Torino: ragazzi Down cacciati dalla pizzeria: “Non sappiamo come gestirli”

di redazione Blitz
Pubblicato il 2 dicembre 2018 15:39 | Ultimo aggiornamento: 2 dicembre 2018 15:41
Torino: ragazzi Down cacciati dalla pizzeria

La foto di Anna Rita, la mamma di Gabriele

TORINO – Anna Rita è la mamma di Gabriele, un bambino affetto dalla sindrome di Down. Sabato 2 dicembre, Gabriele ed altri tre amici, tutti affetti dalla stessa sindrome, sono stati fatti uscire dalla Trattoria Casa Amaro di Torino in cui avevano prenotato una cena insieme ai loro genitori.

La donna ha voluto denunciare quanto accaduto con un post su Facebook che in poche ore ha ricevuto centinaio di condivisioni: “Questa sera è accaduta una cosa che in tanti anni non mi era mai successa e che ci ha provocato un’amarezza incredibile“.

I giovani sarebbero stati cacciati dal locale perché, hanno spiegato i gestori ai genitori presenti, “non sappiamo come gestirli”. A prenotare la cena in trattoria per le 20,15 era stata la signora Anna Risa stessa. Il locale si trova accanto al residence degli amici del figlio, tutti appartenenti alla stessa squadra di nuoto. La donna aveva solo segnalato la celiachia di uno dei ragazzi.

Una volta arrivati Gabriele e i suoi amici, qualcosa è andato storto: “I ragazzi si sono seduti subito, e, affamatissimi, erano già pronti per ordinare, quando un tizio con la barba, si è avvicinato a me a ad un’altra mamma e ci ha detto, in maniera molto scortese, che dovevamo avvertire della presenza di 4 disabili perché il locale era piccolo, il sabato sera era pieno e loro non sapevano come gestirli.

“I nostri ragazzi sono adulti ed educatissimi – continua ancora Anna Rita -, mangiano tutti rigorosamente con coltelli e forchetta e avrebbero potuto organizzare loro, senza problemi, le loro attività. Abbiamo ribadito che l’unica cosa da segnalare l’avevamo segnalata, ma ci hanno ripetuto per altre due volte almeno la stessa cosa”.

“I ragazzi, che ovviamente hanno capito tutto, sono rimasti malissimo e noi tutti peggio di loro. Li abbiamo fatti alzare e ce ne siamo andati con una rabbia e un grosso dolore condiviso” ha proseguito Anna Rita che ha spiegato che per fortuna, uscendo da lì, sono riusciti a trovare ospitalità in un altro locale.

Oltre ai ragazzi e le loro mamme, a lasciare il locale è stata anche un’interta famiglia che non ha gradito il comportamento del gestore della Trattoria Casa Amaro.

I titolari de Le Rondini, il nuovo locale in cui i ragazzi Down sono stati accolti, sono state persone fantastiche che hanno scattato la foto postata su Facebook e ripresa in questo articolo. Spiega la mamma di Gabriele che il ristorante ha “coccolato i nostri ragazzi e gli hanno fatto moltissimi complimenti. Per i primi non ho molto altro da aggiungere, solo una cosa, mi auguro che la loro attività chiuda al più presto, perché chi si comporta in quel modo non dovrebbe svolgere attività a contatto con il pubblico. I ragazzi hanno mangiato, ma sono ancora molto amareggiati. Quell’individuo è riuscito a rovinarci una bellissima giornata”. 

Anche il titolare del ristorante Le Rondini, Vincenzo Tiani, ha spiegato: “I ragazzi erano molto dispiaciuti per l’accaduto: ci siamo meravigliati anche noi perché erano ragazzi tranquilli e assolutamente autonomi.”

“I ragazzi hanno mangiato ma sono ancora molto amareggiati. Quell’individuo è riuscito a rovinarci una bellissima giornata” ha spiegato ancora Anna Rita.

Le scuse del titolare della Trattoria Casa Amaro.

Giuseppe, questo il nome del titolare della trattoria, ha ammesso di aver fatto uno scivolone, e ha invitato per oggi pomeriggio i ragazzi nel suo locale: “Non sono il mostro che dicono, abbiamo anche casi di persone speciali in famiglia, quindi non potrei mai aver rifiutato loro. Semplicemente, ho pronunciato una frase sbagliata che ha creato un malinteso” spiega al Corriere della Sera che lo ha raggiunto telefonicamente. 

Le sue scuse sono arrivate pubblicamente anche su Facebook, con un lungo post in cui cerca di far capire alla signora e ai suoi ospiti che non aveva alcuna intenzione di mandarli via, ma si preoccupava solo di poterli gestire al meglio. Le scuse sono state accettate: “Ho sentito Giuseppe per telefono, quindi ho ascoltato anche la sua voce e i suoi toni – spiega Anna Rita – Per noi è per i nostri ragazzi le scuse sono accettate. Un momento nero può capitare. È capitato a lui ieri. I ragazzi lo hanno capito”.