Torino, rivolta nel Centro per i rimpatri: 3 arresti e un poliziotto ferito. “Per un po’ non parlatemi di accoglienza”

di redazione Blitz
Pubblicato il 1 Settembre 2019 20:06 | Ultimo aggiornamento: 1 Settembre 2019 20:06
Torino, rivolta nel Centro per i rimpatri: 3 arresti e un poliziotto ferito. "Per un po' non parlatemi di accoglienza"

Il Cpr di Torino in una foto d’archivio Ansa

TORINO – Rivolta nel Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) di Torino: un poliziotto è stato ferito alla mano, gli hanno rotto due falangi. Il referto medico parla di trenta giorni di prognosi. È successo sabato notte. Tre persone sono state arrestate dalla polizia in seguito alla rivolta.

La misura è scattata per due marocchini e un tunisino di 24, 31 e 33 anni: sono accusati di danneggiamento, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. La rivolta di sabato sera è la terza nell’ultima settimana. La prima è scoppiata nella notte tra giovedì 29 e venerdì 30 agosto, quando un gruppo di ospiti del Cpr ha dato fuoco ad alcune masserizie. I disordini si sono ripetuti la notte tra venerdì 31 e sabato 1 settembre.

“Per un po’ non voglio sentire parlare di comprensione, integrazione e accoglienza”, ha detto l’agente aggredito in un messaggio postato su Facebook, dopo quella che a suo dire è stata “una notte di guerriglia passata al Cpr di Torino”.

“Trenta giorni di prognosi – scrive in uno sfogo durissimo  – una bella frattura scomposta di due falangi con prospettazione di intervento chirurgico, due monconi malamente appesi che improvvisamente vanno in direzione opposta a quella che il tuo cervello vorrebbe fare… e mentre i signori della politica fanno il gioco delle poltrone, facendo a gara a chi di loro si rivela essere il più capriccioso, in questi Centri di Permanenza e Rimpatrio ad ogni turno si sfiora la tragedia e prima o poi – credetemi – qualcuno si farà male sul serio”.

I Cpr “sono polveriere – dice ancora il poliziotto – sempre pronte ad esplodere per effetto di un singolo che aizza il resto della feccia, così com’è capitato stanotte, ma nessuno dei nostri politici pare averne contezza. Invece di venire sempre a controllare quali sono le loro condizioni di vivibilità, provate a verificare in quali condizioni lavoriamo tutti noi che abbiamo giurato fedeltà alla Repubblica”.

“Secondo il mio modesto parere – aggiunge l’agente – questi Centri hanno utilità pari a zero perché si lavora in un contesto di pseudo detenzione dove l’Autorità pre-costituita viene continuamente messa in discussione, dove le nostre funzioni vengono derise, prese in giro e prese a sputi (e nel caso di specie non è una metafora), dove il controllo dell’ordine pubblico è diventato una chimera”.

Immancabile è arrivato poi il commento del ministro dell’Interno Matteo Salvini che esprime “solidarietà al poliziotto e a tutte le Forze dell’Ordine”. E si dice “orgoglioso di aver inasprito le pene per chi attacca le donne e gli uomini in divisa e per aver fermato l’immigrazione clandestina”.

Quindi il solito refrain contro il Pd: “Se il Pd vuole riportarci indietro e ha nostalgia del business dell’invasione, lo dica chiaramente agli italiani!”. 

Fonti: Ansa, Agi