Torino, gli sciacalli del cimitero: cadaveri spogliati perfino dei denti d’oro, truffe nelle cremazioni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 novembre 2017 10:05 | Ultimo aggiornamento: 24 novembre 2017 10:05
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Cimitero di Torino: furti di gioielli, cadaveri spogliati, truffe nelle cremazioni

ROMA – Torino, gli sciacalli del cimitero: cadaveri spogliati perfino dei denti d’oro, truffe nelle cremazioni. Indagando sulla regolarità dei bilanci dei servizi cimiteriali del Comune di Torino (Afc), sono saltate fuori macabre furberie, vere e proprie truffe, furti, oltraggi perpetrati ai danni dei cadaveri, letteralmente spogliati di gioielli, monili, denti d’oro sopravvissuti all’inevitabile decomposizione dei corpi.

L’indagine, partita per capire se i conti fosse apposto e i rimborsi spese dei dirigenti fossero in regola, è giunta a rivelare il comportamento criminale degli stessi necrofori, gli addetti cioè all’esumazione e alla traslazione delle salme.

Come si sa, dopo 10 anni gli addetti controllano lo stato di decomposizione dei cadaveri, per avviare le procedure della cosiddetta “seconda sepoltura”: la verifica, che può avvenire alla presenza della famiglia solo se lo richiede ma che giustamente è occultata alla vista del pubblico, era l’occasione per una rapida opera di spoliazione dei corpi con riconsegna obbligata dei preziosi eventualmente rinvenuti.

Un dato ha colpito i magistrati: in dieci anni, dal 2016 al 2016, sono stati riconsegnati alle famiglie solo 8 pezzi. Senza la presenza di qualche familiare i necrofori hanno fatto razzia di monili e bracciali, anelli e denti d’oro. La procura contesta i reati di vilipendio di cadavere (pena da uno a tre anni), furto (da sei mesi a tre anni)
e truffa aggravata (da uno a cinque anni).

Meglio congegnata invece la truffa delle cremazioni. C’è juna differenza se il cadavere è totalmente decomposto o ancora in fase di decomposizione, se è rimasto più del solo scheletro. Nel secondo caso i necrofori impegnati ricevono un’indennità supplementare di 20 euro: niente di più facile allora dichiarare indecomposti anche i mucchietti di ossa.

Nell’80% dei casi analizzati le salme sono state considerate indecomposte: così i necrofori hanno ricevuto l’indennità, ma Socrem e Afc hanno patito un danno economico. Pesante ma soprattutto ingiusto perché i controlli effettuati e le indagini dei carabineri hanno dimostrato che quasi sempre – a differenza di quanto veniva riportato sui verbali – dei cadaveri era rimasto solo lo scheletro. E i necrofori avevano alterato i verbali per intascare 20 euro. (La Stampa)