Cronaca Italia

Torino, scoppio e incendio in poligono: muore il tiratore Michele Manconi FOTO

Torino, scoppio e incendio in poligono

Torino, scoppio e incendio in poligono (Foto Ansa) 

TORINO – È stato un attimo. Prima l’esplosione, poi le fiamme e il fumo. Una coltre densa ha avvolto una parte del poligono ‘Sotto Tiro’ di Perosa Argentina e ha intossicato quattro persone. Per Michele Manconi, un dipendente Gtt (Gruppo Torinese Trasporti) di 65 anni, residente a Torino, non c’è stato nulla da fare. È morto soffocato dalle esalazioni, senza riuscire a mettersi in salvo.

Le altre persone intossicate sono state soccorse dai medici del 118 e non sono in pericolo di vita. Ora toccherà ai tecnici dei vigili del fuoco e ai carabinieri della Compagnia di Pinerolo cercare di capire cosa ha innescato l’esplosione avvenuta, secondo i primi e concitati racconti dei testimoni, nella postazione dove si trovava Manconi. Intanto il pm Elisa Pazè ha ordinato il sequestro del poligono che si trova al confine tra Pinasca e Perosa Argentina, nella Val Chisone, nel centro commerciale ‘Il Mulino’ di località San Sebastiano e ha acquisito le immagini girate dalle telecamere di sorveglianza che sono sistemate nella struttura.

Gli investigatori, in via precauzionale, hanno raccolto tutta la documentazione relativa alla manutenzione del centro dove si svolgono sia attività con le armi sia per i ‘war games’. Il drammatico incidente è avvenuto poco prima delle 17 e, in pochi minuti, diverse squadre dei vigili del fuoco sono intervenute per sedare le fiamme che si stavano propagando molto velocemente. Secondo le prime testimonianze avrebbe preso fuoco la parete che si trovava sulla destra della vittima mentre stava ricaricando le munizioni.

Ma queste sono solo ipotesi investigative. Di sicuro, come è emerso dai primi accertamenti, c’è che le munizioni ricaricate non erano illegali e – da quello che ha raccontato il figlio della vittima agli inquirenti – i proiettili sarebbero stati ricaricati da Manconi a casa. Il pm ha però disposto di tenere la salma a disposizione, quasi sicuramente per effettuare l’autopsia. Sullo scoppio restano diversi punti da chiarire. Anche perché Michele Manconi, che lascia la moglie e un figlio, era un tiratore abituale, frequentava spesso il ‘Sotto Tiro’ e sapeva come maneggiare armi e munizioni. Si era portato appresso due revolver, uno calibro 38 e un 357, entrambi Smith&Wesson (foto Ansa).

 

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