Torino, sfondano vetrine dei negozi: arrestati a una festa di compleanno

Pubblicato il 17 ottobre 2011 14:24 | Ultimo aggiornamento: 17 ottobre 2011 14:39

TORINO, 17 OTT – I Carabinieri hanno aspettato che finisse la festa di compleanno di uno di loro in una rinomata discoteca di Torino e poi li hanno arrestati: sono 12 romeni accusati di aver svaligiato 80 negozi in tutto il nord Italia dopo aver sfondato le vetrine utilizzando auto e furgoni come arieti. A loro e ad altri due complici i militari del Comando Provinciale di Torino hanno notificato ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip Federica Bompieri per associazione per delinquere finalizzata al furto e alla ricettazione. Altre otto persone, tutte di nazionalita' romena risultano indagate in stato di liberta' per la medesima ipotesi di reato. I danni causati sfiorano i due milioni di euro.

Il compleanno (per i 26 anni) era quello di Lucas Talpos, ritenuto dagli investigatori il responsabile della logistica e e del riciclaggio della merce rubata. Secondo l'inchiesta condotta dal pubblico ministero Monica Abbatecola, figura chiave dell'organizzazione era Danut Mucea, di 21 anni, che e' ritenuto l'organizzatore dei colpi e colui che effettuava i sopralluoghi nei negozi prima delle 'spaccate'. Gli 80 furti sono stati portati a termine a partire dall'inizio di questo anno in Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Liguria e Veneto. Gli investigatori stanno verificando le circostanze in cui sono avvenuti ulteriori 40 furti, sempre nel nord Italia che potrebbero eventualmente essere attribuiti alla medesima organizzazione. A permettere di individuare i componenti della banda sono stati dapprima i riscontri dei filmati degli impianti di videosorveglianza degli esercizi derubati e, in seconda battuta, le intercettazioni del traffico telefonico nelle aree in cui sono avvenuti i colpi. ''Questo – ha detto il procuratore di Torino, Giancarlo Caselli – conferma l'assoluta necessita' delle intercettazioni come strumento di indagine nelle inchieste giudiziarie''.