Torre Melissa, 51 migranti sulla barca incagliata: cittadini li salvano

di redazione Blitz
Pubblicato il 10 gennaio 2019 11:14 | Ultimo aggiornamento: 10 gennaio 2019 14:36
Calabria, 51 migranti sulla barca incagliata: cittadini li salvano

Calabria, 51 migranti sulla barca incagliata: cittadini li salvano (foto d’archivio)

CROTONE – Sono arrivati in barca a vela e si sono incagliati: 51 migranti, di nazionalità curda, sono stati soccorsi dai cittadini sulla costa ionica calabrese, nel territorio di Torre Melissa (Crotone). E’ accaduto alle prime luci di stamani, giovedì 10 gennaio. L’imbarcazione si è arenata a pochi metri dalla spiaggia nei pressi di un hotel e si è capovolta. Le urla dei naufraghi hanno svegliato alcune persone residenti nella zona che hanno allertato i soccorsi.

Fra le persone tratte in salvo c’erano anche sei donne e quattro bambini. I migranti, che hanno dichiarato di essere di etnia curda, sono stati trasferiti in un albergo della zona, dove sono stati rifocillati ed hanno potuto far asciugare i vestiti bagnati grazie alle stufe e ai phon messi a loro disposizione dall’hotel. In giornata saranno portati nel centro d’accoglienza per richiedenti asilo di Isola Capo Rizzuto, dove si procederà alla identificazione.

La barca si è incagliata all’altezza dell’hotel Miramare. Fra i primi a raggiungere il posto il sindaco di Melissa, Gino Murgi, che si è prodigato con alcuni cittadini nei soccorsi. Le sei donne ed i quattro bambini che erano a bordo sono stati fatti salire su un’altra imbarcazione per essere tratti in salvo. Terminate le operazioni di soccorso, sono iniziate le procedure di rito da parte delle forze dell’ordine.

“E’ stata un’esperienza bruttissima vedere tutta quella sofferenza, la disperazione, bambini di uno o due anni nell’acqua, le mamme e i papà che urlavano chiedendo aiuto – ha detto il sindaco – Ma allo stesso tempo è stata una pagina di grande umanità quella scritta dai miei concittadini, e da tutti i rappresentanti istituzionali”. 

Raggiunto dall’agenzia Agi, il primo cittadino si è detto “orgoglioso della mia comunità che ha dimostrato una grande capacità di esternare il bene e di far trionfare la solidarietà. Di fronte a situazioni come questa emerge l’umanità che si ha dentro. E’ inimmaginabile girarsi dall’altra parte quando una mamma ti afferra le braccia per chiederti di salvare il suo bambino. Ho visto mei concittadini togliersi il giubbotto per darlo alle persone bagnate e infreddolite. Ma tutti, qui, si sono prodigati al massimo. L’associazione locale – spiega – ha portato tutti gli indumenti asciutti, gli operatori della Croce rossa hanno distribuito le coperte, quelli del 118 hanno vistato i bambini e li hanno mandati con le loro mamme all’ospedale. Sono orgoglio – conclude Murgi – di come ha funzionato la macchina dei soccorsi e dell’accoglienza, con grande diligenza e professionalità”.