Totò Riina, autopsia conclusa: l’addio della vedova e dei figli senza lacrime

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 novembre 2017 20:30 | Ultimo aggiornamento: 18 novembre 2017 20:30
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Totò Riina, autopsia conclusa: l’addio della vedova e dei figli senza lacrime

PARMA – L’autopsia sul corpo di Totò Riina, boss di Cosa Nostra, è stata conclusa e il 18 novembre il suo corpo è stato spostato nelle camere mortuarie dell’ospedale di parma, dove era ricoverato dal dicembre 2015. A salutare la sua salma la vedova Ninetta Bagarella e due dei quattro figli, Salvo e Maria Concetta Riina. Un ultimo saluto veloce e senza lacrime: appena 30 minuti è durato sotto la scorta della polizia l’addio dei familiari al boss. Ora si attende il nulla osta da parte della Procura di Parma per il trasferimento della salma in Sicilia, nella sua Corleone, mentre i primi esiti dell’autopsia non indicano nessuna stranezza nella sua morte.

I familiari di Riina non hanno versato lacrime in pubblico. E di fronte ai giornalisti, che li attendevano davanti all’istituto di Medicina legale, hanno reagito con ostilità: “Non ho niente da dire, ho dei figli minori. Vi denuncio“, le parole di Maria Concetta, che il 17 novembre su Facebook aveva invitato al silenzio e oggi ha chiesto “rispetto per il dolore di una famiglia”. “Non vi voglio neanche vedere”, ha detto sempre ai cronisti la vedova Ninetta, sorella minore di Calogero e Leoluca Bagarella, mentre Salvo, occhiali da sole e apparenza imperturbabile, le apriva la portiera di una Fiat Panda, per poi entrare con lei nella struttura ospedaliera dal retro.

“Là c’è un cadavere, ve ne dovete andare, questa non è stampa. Questo è scandalismo”, ha sbottato l’avvocato Luca Cianferoni, per poi parlare, in una nota inviata quando era da poco entrato all’obitorio, di un’aggressione da parte dei media, riservandosi di presentare esposti. L’avvocato ha poi accompagnato i suoi assistiti, rimanendo fuori dalla camera mortuaria e lasciando insieme a loro l’ospedale, dopo la visita.

Dall’autopsia, eseguita dal medico legale Rosa Gaudio, alla presenza di un consulente di parte nominato dalla famiglia Riina, non sarebbero emersi elementi particolari inaspettati. Il medico ha tempo 60 giorni per racchiudere in una relazione le proprie considerazioni sulle cause della morte, nell’ambito di un fascicolo per omicidio colposo che il Pm Umberto Ausiello ha aperto, a carico di ignoti, per fugare ogni dubbio. Le conclusioni si avvarranno degli esiti di prelievi ed esami che concorreranno a stabilire con esattezza come è morto Riina, 87enne, sofferente da tempo di plurime patologie e sottoposto recentemente a due interventi.

Ora si attende solo di capire quando la salma potrà essere portata in Sicilia e quindi a Corleone, dove non ci sarà un funerale pubblico. Non c’è chiarezza sui tempi. Da un lato c’è bisogno del nulla osta del Pm, che fino al tardo pomeriggio non era ancora arrivato. Dall’altro ci sono procedure amministrative da compiere, che non si riescono a concludere nel week-end. Questo anche perché non si sta seguendo una procedura d’urgenza, ma un iter apparentemente ordinario, non diverso da quello di ogni cittadino.

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