Totti soccer school, bambino cacciato per una testata. La Federcalcio: “Reintegratelo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 novembre 2017 13:44 | Ultimo aggiornamento: 13 novembre 2017 13:44
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Totti soccer school, bambino cacciato per una testata. La Federcalcio: “Reintegratelo”

ROMA – Totti soccer school, bambino cacciato per una testata. La Federcalcio: “Reintegratelo”. “E’ una notizia che non avrei mai voluto leggere, un gesto deprecabile, ma il bambino autore del gesto violento va recuperato”: così Vito Tisci, presidente del settore giovanile e scolastico della Federcalcio, è intervenuto sulla vicenda – riportata ieri nelle pagine di cronaca locale del Messaggero di Roma – di un bambino di 8 anni della scuola calcio ‘Totti Soccer School’ di Ostia Antica, che sarebbe stato cacciato dalla scuola stessa per aver colpito con una testata un altro bambino, peraltro disabile, rompendogli il setto nasale.

L’episodio sarebbe accaduto nei giorni scorsi e ha riproposto all’attenzione generale la stessa dinamica dell’aggressione avvenuta a Ostia, da parte di Roberto Spada al giornalista della Rai Daniele Piervincenzi. Tisci è “dispiaciuto” per l’accaduto, e specifica di non aver ancora parlato con Riccardo Totti (presidente della scuola, e fratello dell’ex capitano romanista) per avere informazioni dirette sull’episodio.

“Non ho ancora sentito la famiglia del bambino colpito, spero di poterlo fare domani” aggiunge Tisci, secondo il quale va posta attenzione anche al piccolo autore del gesto violento: “Sono disposto a mettere a disposizione anche la nostra equipe di psicologi per recuperare questo bambino, perché è un soggetto debole e va aiutato, ha solo 8 anni. Il nostro compito è di contrastare il fenomeno del bullismo, ma non possiamo criminalizzare un bambino di 8 anni e la sua famiglia”.

Tisci aggiunge: “Chiederò a Riccardo Totti di riammettere nella scuola l’autore della testata, anche in un gruppo con altri compagni; è possibile anche farlo transitare attraverso il nostro centro federale, recentemente aperto a Ponte di Nona. Il bambino va recuperato, non possiamo abbandonarlo”.

Quel che è certo, è che il reinserimento nella struttura di Ostia Antica non sarà facile: il piccolo vittima dell’aggressione è rimasto fortemente traumatizzato e i genitori del baby-bullo non avrebbero ancora ammesso le responsabilità del figlio, arrivando a parlare di un «comportamento eccessivo» da parte del Centro. (Marco Pasqua, Il Messaggero)