Tragedia della montagna/ Dopo oltre un anno rinviati a giudizio i sette sopravvissuti alla valanga sotto il monte Maniva. L’accusa è di omicidio colposo plurimo

Pubblicato il 9 Luglio 2009 11:17 | Ultimo aggiornamento: 9 Luglio 2009 11:17

Il 13 gennaio 2008 erano in undici ai piedi del monte Maniva, sopra dieci motoslitte per un’escursione. In quel punto, nel territorio del comune di Collio, in Val Trompia, nel bresciano, quattro di loro persero la vita. Gli altri si salvarono miracolosamente.

A causa delle forti nevicate e forse anche di troppo poca prudenza, una valanga di neve si staccò dalla montagna e travolse le motoslitte.

Sei conducenti e un trasportato sopravvissero al disastro ma Andrea Brizzolari 30 anni, Paolo Zanetti 25, Fausto Plodari 27, e Fausto Giusteri, 37 anni, rimasero senza vita sotto quel manto bianco.

Oggi, a oltre un anno di distanza, le sette persone scampate alla tragedia di Maniva sono state rinviate a giudizio.  Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Brescia,  Enrico Ceravone, ha infatti accolto la richiesta della Procura incaricata di indagare sul caso e rinviato a giudizio i sette con pesanti accuse: omicidio colposo plurimo e disastro colposo.

Il dibattimento inizierà l’11 febbraio 2010 e sarà volto a stabilire se il passaggio in quella zona, forse causa del distaccamento della valanga di neve, fosse consentito o meno. Se i ragazzi si trovavano o no nel tracciato previsto.