Gran Sasso, tre sciatori precipitano: salvi dopo un volo di 600 metri

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Aprile 2014 20:58 | Ultimo aggiornamento: 6 Aprile 2014 21:11
Sciatori precipitano sul Gran Sasso,salvi dopo volo 600 mt

Sciatori precipitano sul Gran Sasso,salvi dopo volo 600 mt

ROMA, 6 APR – Vivi per miracolo. Paura per tre esperti sciatori e alpinisti rimasti feriti sul Gran Sasso, all’Aquila, dopo un terribile volo di circa seicento metri. Quella che doveva essere una tranquilla giornata sulla neve d’Abruzzo ha rischiato di finire in tragedia: probabilmente per il manto ghiacciato sono all’improvviso scivolati a valle, da una zona a quota 2300 metri, arrivando fino a 1700 metri d’altezza. E’ successo stamattina, intorno alle 9, tra il rifugio Duca degli Abruzzi e lo Scontrone.

I tre, cinquantenni, residenti a Roma, si trovavano con altri cinque amici marchigiani tutti appartenenti al Club Alpino Italiano (Cai) delle Marche, uniti dalla passione per la neve e la montagna. Erano arrivati, dopo aver pernottato a Campo Imperatore, sul famoso massiccio abruzzese, il più alto dell’ Appenino centrale, per un’escursione. L

e condizioni climatiche erano favorevoli. Ma dopo poco, secondo una prima ricostruzione, uno di loro ha perso l’equilibrio scivolando a valle senza più riuscire a fermarsi. Un altro, a distanza di qualche secondo, ha travolto un suo compagno e tutti e due, a loro volta, sono precipitati nella stessa direzione. Una lunga scivolata, da brividi, terminata in un canalone pieno di neve che ha attutito l’impatto dei loro corpi, evitando, con tutta probabilità, conseguenze drammatiche. Feriti, ma salvi. L’allarme è scattato subito. Un elicottero del 118 si è alzato in volo e ha raggiunto la zona. A bordo dell’eliambulanza anche un tecnico del Soccorso Alpino. I tre sono stati individuati e recuperati con un verricello e una barella.

Un’ operazione durata diversi minuti, poi il trasferimento all’ospedale dell’Aquila. Uno di loro, originario di Fabriano in provincia di Ancona, istruttore di scialpinismo alla scuola “Sibilla” del Cai delle Marche e dunque esperto di alta montagna, ha riportato le ferite più gravi: nel presidio sanitario della città martoriata cinque anni fa dal terremoto, dove proprio oggi c’è stata una marcia in ricordo delle vittime del sisma, i medici gli hanno riscontrato diversi traumi e la frattura di alcune costole. Ma non è in pericolo di vita. Gli altri due, invece, oltre al grande spavento, hanno avuto appena qualche ferita di lieve entità, ma anche loro sono finiti in ospedale per accertamenti. Intanto il Soccorso Alpino torna a raccomandare la massima prudenza. Soprattutto quando, come oggi sul Gran Sasso, in alta montagna si trova neve ghiacciata, che può sempre rivelarsi piena d’insidie e di pericoli. “Specie in questo periodo – spiega Francesco Di Cola, tecnico di elisoccorso del Soccorso Alpino dell’Abruzzo – bisogna fare grande attenzione, anche per l’instabilità climatica. La neve, durante la notte, spesso si ghiaccia e diventa molto pericolosa”.