Tredicenne ucciso in Sicilia: l’assassino chiede perdono ai genitori

Pubblicato il 2 Settembre 2010 11:51 | Ultimo aggiornamento: 2 Settembre 2010 14:03

”So che queste mie parole non potranno riportare indietro il tempo e cancellare ciò che è avvenuto così come non potranno riportare in vita Matteo. Voglio comunque dirvi che sono profondamente addolorato per quello che è successo”. Lo afferma il 16enne accusato di aver ucciso con una coltellata Matteo Galati, di 13 anni, dopo una lite forse per una ragazzina a Bronte, in una lettera inviata dal carcere di Bicocca di Catania a News Mediaset, l’agenzia di notizie del Gruppo Mediaset.

Il ragazzo rivolge anche un appello ai genitori del ragazzino che ha assassinato: ”Vi prego di perdonarmi”. ”Il vostro immenso dolore è anche il mio tormento – aggiunge – e non so cosa darei perchè ogni cosa tornasse com’era prima di quella terribile sera, ma questo purtroppo non è possibile”.

”Ripensando a quei terribili momenti ancora oggi non mi spiego come possa essere accaduto – scrive il minorenne nella missiva – non avevo alcuna intenzione di colpire, non avevo alcuna intenzione di rubare la vita a nessuno nè tantomeno a Matteo”. Il 16enne chiede ”perdono” anche a un altro minorenne che ha ferito perchè era intervenuto per difendere il tredicenne. L’indagato detenuto nel carcere di Bicocca a Catania è accusato di omicidio e lesioni.