Treni e bus, regola rigida: un metro di distanza. Ma anche no

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 6 Agosto 2020 10:48 | Ultimo aggiornamento: 6 Agosto 2020 11:06

Treni e bus, regola rigida: un metro di distanza. Ma anche no (foto Ansa)

Treni e bus, regola rigida: un metro di distanza. Ma anche no. Il Governo chiede il posto libero affianco a causa dello scarso riciclo d’aria lasciando allo stesso tempo mano libera alle regioni.

Treni e bus non potranno viaggiare al 100% dei posti occupati. Stessa cosa pullman, bus e metro. Il Governo lo chiede pur dichiarando di non voler impugnare le eventuali delibere regionali contrarie a questa norma.  

Potrebbe quindi capitare che un bus preso a Roma abbia regole differenti da un bus preso a Milano. Stesso discorso per i treni regionali e tutto il trasporto locale. 

La ministra De Micheli costretta a cedere

“Esistono evidenze scientifiche che senza il metro di distanziamento a bordo di questi mezzi, dove il ricambio d’aria è insufficiente, il rischio di contagio diventa considerevole” hanno messo in chiaro gli scienziati, in collegamento con la ministra dei Trasporti, Paola De Micheli.

La ministra, di fronte probabilmente anche al peggioramento del quadro epidemiologico, è stata costretta ad imporre che sui treni e bus a lunga percorrenza si viaggerà con il posto libero affianco.

A meno che non sia occupato da “persone che si frequentano abitualmente”.

Questa delle persone che si frequentano abitualmente è una nuova categoria dopo quella dei congiunti destinata a suscitare nuovi dubbi interpretativi che dovrebbe essere girata grazie ad un’autocertificazione.

Cosa succederà nel trasporto locale? Governo non impugnerà le delibere regionali

Il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, ha fatto sapere ai governatori che il Governo non intende impugnare le delibere regionali che hanno autorizzato i viaggi a pieno carico.

La responsabilità è delle regioni, che devono valutare il da farsi in base al quadro epidemiologico” spiegano fonti governative.

La babele regionale dunque sulla carta resta, con la sola metà delle regioni che rispetta l’Ordinanza ministeriale che obbliga al mantenimento del metro di distanza.

Un obbligo che di fatto significa poi viaggiare a metà carico o poco più.

Speranza: “Un metro di distanza al chiuso. Unica eccezione gli aerei”

Sulla vicenda del distanziamento interviene nuovamente il ministro della Salute Roberto Speranza che, durante il question time di ieri, ha spiegato:

“Le regole essenziali tra cui il rispetto di 1 metro di distanziamento devono essere necessariamente rispettate nei luoghi chiusi”.

“E’ però evidente che possono esserci eccezioni nel caso in cui il Comitato tecnico scientifico riconosca dei protocolli di sicurezza, esattamente come avvenuto per le compagnie aree, dove il sistema di ricambio d’aria consente un livello di sicurezza anche senza gli evidenti limiti di distanziamento”. 

Per il ministro, la recente “ordinanza non è legata solo alla vicenda dei treni ma al rispetto delle regole essenziali e i termini dell’ordinanza verranno confermati nel dpcm che approveremo”.

“Da parte mia dico con chiarezza che ogni scelta restrittiva è evidente che comporta dei costi e dei disagi, ma dobbiamo rispettare i tre principi fondamentali: uso mascherine, distanziamento di almeno 1 metro e lavaggio delle mani, perche solo ciò ci puo’ consentire di non vanificare il lavoro fatto”, ha concluso (fonte: Ansa, La Stampa).