Treni nel caos: “scaldiglie” che non scaldavano, scambi bloccati dal gelo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 febbraio 2018 9:33 | Ultimo aggiornamento: 27 febbraio 2018 9:33
Caos treni: scambi bloccati dal gelo a Roma, "scaldiglie" ko

Treni nel caos: “scaldiglie” che non scaldavano, scambi bloccati dal gelo

ROMA – Il sistema ferroviario italiano non ha retto all’effetto Burian, il gelo ha bloccato prima il nodo nevralgico della Capitale innevata, quindi ha interrotto la circolazione dei treni a cascata sul resto d’Italia. Colpa, a Roma, delle cosiddette “scaldiglie” che non hanno scaldato a sufficienza i meccanismi di deviazione dei convogli, gli scambi appunto, 300 concentrati nella città.

Le “scaldiglie” sono delle normali resistenze elettriche che quando si attivano (a certe temperature) fanno in modo che la neve accumulata (e quella depositata dai treni di passaggio) non si trasformi in ghiaccio intorno ai deviatori. Non hanno funzionato, costringendo gli addetti a farle funzionare manualmente: di qui ritardi, disagi, sistema in tilt.

Provocando il caos in decine di stazioni, da Torino a Firenze, da Venezia a Milano fino a Napoli. Migliaia di passeggeri bloccati sui treni e negli scali ferroviari, centinaia di convogli cancellati, ore di ritardo sull’intera linea. Una situazione inaccettabile che ha spinto il ministro dei Trasporti Graziano Delrio a chiedere un dettagliato rapporto a Rfi su quanto accaduto.

Alle 10 del 26 febbraio i treni in partenza e in arrivo a Roma avevano ritardi fino a 120 minuti e a quel punto era chiaro che piega avrebbe preso la giornata. La situazione è infatti pesantemente peggiorata con il passare delle ore: i treni ad Alta velocità hanno accumulato fino a sette ore di ritardo, tutti gli Intercity da e per Roma Termini sono stati cancellati mentre domani tutti i treni Alta Velocità in transito nella Capitale fermeranno alla stazione Tiburtina. Complessivamente Trenitalia ha soppresso il 20% dei treni a lunga percorrenza e il 70% di quelli del traffico regionale.

Il caos perfetto è dovuto a due inconvenienti, secondo Trenitalia che parla di un ritardo medio di 150 minuti e che – come Italo – ha promesso un’indennizzo al 100% per i ritardi: la nevicata su Roma, che ha richiesto interventi per la rimozione di ghiaccio e neve, e un guasto ad un treno Italo sulla direttissima Roma-Firenze all’altezza di Orte, in provincia di Viterbo, che ha ridotto la circolazione ad un unico binario e generato una lunga coda di convogli in entrambe le direzioni.

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