Trento, “bossoli contro la polizia locale”. Ma il comandante Lino Giacomoni smentisce

di redazione Blitz
Pubblicato il 23 aprile 2018 10:12 | Ultimo aggiornamento: 23 aprile 2018 10:12
Trento, "bossoli contro la polizia locale". Ma il comandante Lino Giacomoni smentisce

Trento, “bossoli contro la polizia locale”. Ma il comandante Lino Giacomoni smentisce

TRENTO – Dopo il lancio di molotov arrivano i bossoli al comando di polizia locale di Trento. Ma il comandante smentisce. E’ un giallo quello riportato dal quotidiano L’Adige.

Dopo il grave atto intimidatorio dello scorso dicembre, quando qualcuno piazzò nove bottiglie incendiarie sotto alcuni automezzi della municipale che dovevano essere demoliti, dei bossoli di arma da fuoco sarebbero stati lasciati sotto altre auto.

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A sostenerlo è il consigliere provinciale di Agire per il Trentino Claudio Cia, che in un’interrogazione ha riferito di essere venuto a conoscenza, in base “a notizie circostanziate”, di

“un fatto alquanto inquietante, se fosse confermato, mai apparso sulla cronaca locale. Dopo soli nove giorni dal rinvenimento delle molotov sarebbero stati trovati nove proiettili sotto le automobili private dei funzionari parcheggiate nella parte posteriore della sede del Comando della polizia locale di Trento, non sorvegliata da telecamere. Se ne sarebbe accorto proprio uno dei commissari della polizia locale in turno lavorativo il quale, pare in accordo con il nucleo di polizia giudiziaria, avrebbe ritenuto di non stendere in merito alcuna relazione di servizio e tanto meno di non procedere a comunicare l’accaduto alla questura e alla procura”.

Sulla vicenda è arrivata proprio in questi giorni la replica del comandante del corpo della polizia locale Lino Giacomoni:

“Spiace che proprio nel giorno della festa del nostro corpo di polizia locale anziché dare spazio al lavoro dei nostri uomini si debba parlare di cose mai accadute. Non sono mai stati rinvenuti nove bossoli, non vi è mai stato un altro atto intimidatorio oltre a quello, gravissimo, delle molotov. Semplicemente, il giorno dopo o due giorni dopo al massimo, rispetto proprio al rinvenimento delle bottiglie incendiarie, nelle vicinanze era stato trovato un bossolo. Individuato nella ghiaia di un piazzale, non sembrava certo essere stato piazzato lì di proposito, peraltro pure in assenza di qualsivoglia rivendicazione. Nessun atto intimidatorio dunque, nessun ritrovamento di nove bossoli, ma uno solo, che molto probabilmente era finito dove è stato trovato per caso. Per questo nessuno è stato informato della cosa. Provvederemo al più presto a far avere queste stesse informazioni anche al consigliere Cia”.