Trento, costrette a lavorare gratis dopo aver fatto un errore su un lotto di merce

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Ottobre 2021 9:06 | Ultimo aggiornamento: 25 Ottobre 2021 9:06
Trento, costrette a lavorare gratis dopo aver fatto un errore su un lotto di merce

Trento, costrette a lavorare gratis dopo aver fatto un errore su un lotto di merce FOTO ANSA

Dopo errore su un lotto di merce, un gruppo di lavoratrici di uno stabilimento ortofrutticolo nei pressi di Trento costretto dalla direzione aziendale a lavorare gratis per ”rimediare” alla svista. Lo denunciano le segretarie di Flai Cgil e Fai Cisl, Elisa Cattani e Katia Negri. I fatti risalgono ad alcuni giorni fa quando l’azienda ha subito una contestazione da parte di un cliente con la restituzione del prodotto venduto perché non conforme all’ordine. La direzione, grazie agli strumenti di tracciabilità della lavorazione di ogni singolo ordine, è riuscita a risalire alla linea che aveva lavorato il prodotto.

Costrette a lavorare gratis

“A otto lavoratrici della linea di produzione in cui si è verificato l’errore è stato imposto dalla direzione di timbrare l’uscita alle 15.30 e poi di tornare al lavoro fino alle 17, senza retribuzione. E’ un sistema punitivo inammissibile e illegale, che va contro tutte le regole sancite dallo Statuto dei lavoratori e per noi inaccettabile”, dicono le sindacaliste. “In questo modo si sono umiliate le lavoratrici. Ci chiediamo se soci e ufficio sindacale della Cooperazione siano a conoscenza di questi metodi. Se così è ci aspettiamo si condanni formalmente il comportamento della direzione e sia restituita la retribuzione alle lavoratrici. Altrimenti siamo pronti ad ogni azione per tutelarle. Non siamo disposte a subire altre situazioni di maltrattamento e punizioni vessatorie”.

L’ira dei sindacati

Senza risposte, Flai e Fai proclameranno lo stato di agitazione. Lo stabilimento ortofrutticolo torna così nel mirino dei sindacati, a pochi mesi dallo sciopero delle lavoratrici per il mancato rispetto dello Statuto dei lavoratori. Il problema – secondo Flai e Fai – è sorto quando la direzione aziendale ha deciso “in autonomia la punizione” per otto delle operai della linea in cui è stato sbagliato il carico. “Nessuna contestazione scritta, nessun coinvolgimento del sindacato. Punite in modo per noi illegale otto operaie peraltro senza alcuna certezza che siano le reali responsabili dell’errore. Questo è un comportamento repressivo, che punta ad alimentare un clima di paura e tensione nello stabilimento”, sottolineano Cattani e Negri