Trento. Undicenne morta con pistola padre, giudice valuta ipotesi reato

Pubblicato il 2 Gennaio 2015 15:35 | Ultimo aggiornamento: 2 Gennaio 2015 15:35
Carabinieri davanti all'abitazione di Stella

Carabinieri davanti all’abitazione di Stella

TRENTO – Potrebbe rischiare l’incriminazione per omessa custodia di armi Elvio Pederzolli, l’agente della polizia stradale in servizio sull’Autostrada del Brennero, la cui figlia di 11 anni è morta giovedi per due colpi partiti accidentalmente dalla pistola d’ordinanza. E’ questa l’ipotesi di reato sui cui sta lavorando in queste ore il sostituto procuratore di Rovereto, Fabrizio De Angelis, che venerdi mattina ha ricevuto il rapporto informativo redatto dai carabinieri.

La questura di Trento intanto quasi certamente avvierà un procedimento disciplinare interno nei suoi confronti. Il regolamento prevede che l’arma d’ordinanza per regioni di sicurezza sia custodita sempre sottochiave adottando tutte le misure di precauzione. Pare che Pederzolli giovedi sera dovesse prendere servizio nel Compartimento dell’A22 per il consueto pattugliamento notturno.

Potrebbe così aver lasciato l’arma momentaneamente in un cassetto non chiuso a chiave. Il pm De Angelis dovrà pure nche decidere se disporre l’autopsia della bambina, anche se, in base ai primi accertamenti che hanno chiarito l’origine accidentale della disgrazia, non dovrebbero essere necessari ulteriori passi e dovrebbe essere così concesso il nulla osta per la sepoltura.

C’è sgomento e incredulità a Pregasina di Riva, il paese dove ieri si è consumata la tragedia della bambina undicenne morta dopo aver maneggiato per gioco la pistola d’ordinanza del padre poliziotto. Un dramma che colpisce prima di tutto i genitori della ragazzina, sostenuti subito da una psicologa della protezione civile. Anche il sindaco di Riva, Adalberto Mosaner, ha cercato di portare conforto al loro dolore interpretando il sentimento di tutta la piccola comunità.

Stella frequentava la prima classe della scuola media dell’Istituto Riva 1. “Era una bambina così dolce e brava, piangiamo una ragazzina il cui sorriso non lo vedremo mai più”, dice il dirigente scolastico Giovanni Kral che aveva avuto come allievo anche il padre. Elvio Pederzolli, oltre che come agente di polizia, era conosciuto per la sua passione per la storia della prima guerra mondiale.

Sue sono alcune pubblicazioni locali uscite negli ultimi anni, una era dedicata alla figlia che lui portava nelle sue passeggiate in trincee e fortini. Libri apprezzati dal presidente della Comunità dell’Alto Garda e Ledro, Salvador Valandro. “Ciò che è successo mi sembra un incubo, dice”.