Trentola Ducenta, Luciano Pezzella: “Volevo difendermi, furgone faceva rumore”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 luglio 2015 13:04 | Ultimo aggiornamento: 13 luglio 2015 13:04
Trentola Ducenta, Luciano Pezzella: "Volevo difendermi, furgone faceva rumore"

Trentola Ducenta, Luciano Pezzella: “Volevo difendermi, furgone faceva rumore” (foto Ansa)

TRENTOLA DUCENTA – “Ho ucciso i Verde e Pinestro per difendermi da un’aggressione. Sono stato minacciato e avevo paura che potesse accadermi qualcosa”. Prova a giustificarsi così Luciano Pezzella, l’agente di polizia penitenziaria che ha ucciso i vicini per colpa di un furgone. ”Quel furgone mi dava fastidio, faceva rumore”, insiste Pezzella, che ha sterminato a colpi di pistola la famiglia Verde e un operaio che lavorava per loro.

“Ho visto la mattanza, sparava all’impazzata”, racconta una testimone della strage di Trentola Ducenta. “Ho sentito altri rumori forti, altri botti. Stava massacrando quella povera famiglia”. La mattina del 12 luglio 2015 la donna, che ha chiesto ai giornalisti del Mattino di rimanere anonima, stava stendendo i panni sul terrazzo quando ha visto Pezzella, entrare in casa dei vicini dopo una lite per il parcheggio di un furgone.

Poi ha sentito i colpi della pistola d’ordinanza che hanno ucciso sul colpo Michele Verde, Vincenza Caiazza e Pietro Verde (padre, madre e figlio), che si trovavano nella casa e ferito mortalmente il conducente del furgone, Francesco Pinestro. “Sono attimi che non potrò mai dimenticare. Era seduto al posto di guida del furgone. Aveva provato ad allontanarsi ma non ce la faceva. Nel tentativo di venire giù è rotolato per terra, soffriva, si lamentava. Cercava di sollevarsi ma non ce la faceva”.

L’uomo è stato immediatamente soccorso dagli altri vicini, racconta, ma è morto dissanguato poco dopo l’arrivo in ospedale. Il killer, nel frattempo, “è rimasto nei paraggi. Io ho subito telefonato alla moglie che non era in casa. Lei è arrivata immediatamente e si è scagliata contro il marito. Urlava, gli gridava di andare dai carabinieri, di costituirsi”.

Così ha fatto Pezzella, che si è rivolto ai carabinieri della caserma di Aversa: “Ho fatto un macello, ho ucciso i miei vicini”. Ha poi dichiarato che l’esasperazione e il timore per alcune minacce dei Verde sono state il motivo della strage. Gli investigatori cercano intanto di chiarire se tra Pezzella e la famiglia Verde ci fossero precedenti.