Treviso, direttrice Poste prosciuga conto ad ottantenne invalido. Spariti 600mila euro

Pubblicato il 19 maggio 2010 9:54 | Ultimo aggiornamento: 27 maggio 2010 8:44

Lo avrebbe derubato di ben 600mila euro portandogli via buona parte della pensione e dei risparmi. Non solo: lo avrebbe anche convinto a diventare proprietaria della sua casa. Per lei, direttrice di un ufficio postale di Trevignano (Treviso), raggirare quel cliente è stato un gioco da ragazzi. Era la vittima perfetta: un pensionato di 80 anni posto, disabile e costretto su una sedia a rotelle. Ora la donna è indagata per peculato dalla procura di Treviso ed è già stata sospesa dall’incarico dalle Poste in attesa che l’indagine della magistratura faccia chiarezza sul maxi ammanco.

La direttrice, forte del suo incarico e avendo libero accesso ai terminali, carpendo la fiducia dell’anziano, si sarebbe appropriata, mese dopo mese, della pensione del cliente. Il trucco era semplice: manovrava i risparmi dell’anziano trasferendo ingenti somme di denaro in libretti postali intestati a persone a lei vicine, familiari e conoscenti ignari dei suoi traffici. La vittima avrebbe anche firmato un documento che garantirebbe alla ex-direttrice la possibilità di diventare proprietaria della sua casa.

La vicenda, su cui sta indagando la guardia di finanza, è venuta alla luce un paio di mesi fa dopo la denuncia presentata dai familiari del pensionato. I continui e sempre più seri problemi di salute dell’uomo avevano convinto i parenti a fare il punto sui suoi risparmi ma, al primo controllo, l’amara sorpresa. Il conto del familiare era stato letteralmente prosciugato. I risparmi di una vita accumulati con la pensione e l’assegno di invalidità, spettante all’anziano rimasto in sedia a rotelle, volatilizzati. Dei 2.500 euro percepiti mensilmente l’anziano avrebbe avuto a sua disposizione solo poche centinaia di euro, il resto era sparito nel nulla. Anzi, nelle tasche della direttrice.

“I miei conti? Non ne so nulla. Li gestisce la direttrice dell’ufficio postale, fa tutto lei”, si sarebbe giustificato l’uomo con i parenti. Ora la donna, nonostante le opposizioni, è stata sospesa dal suo incarico alle Poste e la procura di Treviso ha aperto un’inchiesta per peculato, delegando gli accertamenti alla guardia di finanza.