Treviso. La Lega vuole punire l’insulto, da che pulpito viene la predica

Pubblicato il 18 Marzo 2010 10:29 | Ultimo aggiornamento: 18 Marzo 2010 10:29

Era stata assolta dal Tribunale di Conegliano, dire “vergognatevi” ai politici secondo i giudici non era reato. Ada Stefan, durante il consiglio comunale di Vittorio Veneto, Treviso, del 31 luglio 2007, “offese gravemente” i politici di maggioranza e il consigliere della Lega Nord, Mario Rosset, ora assessore, la denunciò. Il pubblico ministero formulò nei confronti della donna l’accusa di ingiurie e di oltraggio a corpo politico. Alla fine il tribunale l’ha assolta.

La sentenza non piace e si ricorre in appello. Tutto sarebbe caduto nell’ombra se non fosse che in una regione come il Veneto, in cui la prima udienza di 44 processi civili è stata fissata dalla Corte d’Appello di Venezia nel 2017, per Ada il pubblico ministero di Treviso ci ha messo solo tre giorni. Da qui Gian Antonio Stella del Corriere della Sera, prende spunto e si diverte in un excursus sugli insulti, pronunciati da politici più o meno noti, e senza mai o quasi risvolti giudiziari: «Oscar Luigi Scalfaro, all’epoca capo dello Stato, fu liquidato da Vittorio Sgarbi in piazza Montecitorio come “una scorreggia fritta”. Roberto Maroni spiegò che “Bossi ce l’ha duro, Berlusconi ce l’ha d’oro, Fini ce l’ha nero, Occhetto ce l’ha in (censura)”. Gianni Baget Bozzo tuonò in diretta televisiva che “il popolo deve molto a Berlusconi. E col cazzo che questa è adulazione”».

Si arriva fino a noi e al leader dell’Idv, che di peli sulla lingua non ne ha mai avuti, incorniciati da espressioni più o meno colorite: «Antonio Di Pietro, che ad Annozero ha detto “col massimo rispetto, Berlusconi è un delinquente” per incitare successivamente a “buttar fuori Minzolini a calci in culo”. E ancora Gianfranco Fini (“Chi dice che gli stranieri sono diversi è uno stronzo…»”) e Roberto Calderoli: “È stronzo anche chi li illude”».

«Si potrebbe andare avanti per ore» scrive il giornalista, ma il punto non è questo. Sentenza di primo grado a parte, ragione o torto della questione sollevata ed etichettata con un “vergognatevi” dalla signora Stefan, Stella mette in evidenza quanto l’accanimento della maggioranza politica che domina il Veneto, la Lega, sia fuoriluogo: «In una provincia come Treviso, dove il sindaco leghista Giancarlo Gentilini ha ordinato “la pulizia etnica contro i culattoni” ed è arrivato a invocare “il linciaggio in piazza”. Dove il senatore leghista Piergiorgio Stiffoni si è spinto a dire: “Gli immigrati? Peccato che il forno crematorio del cimitero di Santa Bona non sia ancora pronto” aggiungendo che “l’immigrato non è mio fratello, ha un colore della pelle diverso”. Dove il consigliere comunale leghista della città capoluogo Pierantonio Fanton ha teorizzato che “gli immigrati sono animali da tenere in un ghetto chiuso con la sbarra e lasciare che si ammazzino tra loro”. Dove un altro consigliere leghista, Giorgio Bettio, è sbottato tempo fa urlando che occorreva “usare con gli immigrati lo stesso metodo delle SS: punirne dieci per ogni torto fatto a un nostro cittadino”. Il tutto senza particolari strascichi giudiziari. E sarebbe un reato dire “vergognatevi”? Messa così lo diciamo anche noi: vergognatevi».

Insomma chi non ha peccato scagli la prima pietra.