Treviso, prof aggredito da genitore scrive al ministro: “Mi hanno lasciato solo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 febbraio 2018 6:30 | Ultimo aggiornamento: 20 febbraio 2018 20:39
Treviso, prof aggredito dai genitori scrive al ministro: "Mi hanno lasciato solo"

Treviso, prof aggredito dai genitori scrive al ministro: “Mi hanno lasciato solo”

TREVISO – Ha rimproverato un suo alunno delle scuole medie e all’uscita da scuola è stato aggredito dal padre. Un’aggressione per cui la scuola ha aperto per “prassi” una indagine sul docente, che ha così deciso di scrivere al ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli per raccontare il suo rammarico: “Sono stato lasciato da solo£.

Valentina Dal Zilio sul Gazzettino scrive che l’episodio è avvenuto il 23 dicembre ai cancelli delle scuole medie Casteller in provincia di Treviso. Il padre del ragazzino, di etnia rom, va dal docente di matematica “reo” di aver rimproverato il figlio e inizia a spintonarlo e a prenderlo a schiaffi. I due vengono allontanati e la scuola chiama anche i carabinieri:

“Le forze dell’ordine si precipitano a scuola con due pattuglie. La “vendetta” del genitore matura a pochi giorni di distanza da quando l’alunno si rifiuta di uscire in cortile durante la ricreazione. «Fa troppo freddo – dice – io resto dentro». Ma in virtù del regolamento, il collaboratore scolastico chiede al prof di accompagnare lo studente all’esterno. Mossa non gradita al ragazzino che una volta a casa, racconta tutto ai genitori. Da qui l’aggressione.

Un episodio gravissimo su cui sono scattati gli accertamenti dei carabinieri ma anche quelli della scuola. Che hanno aperto un procedimento disciplinare nei confronti dell’insegnante. «Prassi» che però per il docente ha il sapore amaro di una grave ingiustizia. L’insegnante dopo le vacanze di Natale è rientrato a scuola, ma si è trovato di fatto solo. Nessun provvedimento a carico dello studente e invece con sua grande sorpresa un’indagine a suo carico aperta.

Il professore è caduto in uno stato di profonda frustrazione al punto da dover ricorrere a degli accertamenti medici.  «Deciso a superare l’accaduto – scrive nella lunga lettera inviata al ministro Fedeli – sono immediatamente ritornato ad insegnare nelle mie classi ma, dopo aver appurato la mancanza di interventi nei confronti dell’alunno che aveva innescato l’aggressione e la sua sistematica difesa, sono definitivamente crollato, visto che l’unico provvedimento disciplinare, al momento in cui le scrivo, è stato attivato nei miei confronti». Un misto di rabbia, delusione, ingiustizia e impotenza che ha costretto il professore a prendersi un periodo di malattia”.

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