Treviso, torna dalla Thailandia e scopre di aver contratto una rara infezione da gonococco

di redazione Blitz
Pubblicato il 8 Gennaio 2020 13:00 | Ultimo aggiornamento: 8 Gennaio 2020 13:00
Treviso, torna dalla Thailandia e scopre di aver contratto una rara infezione da gonococco

Thailandia (Foto Ansa)

TREVISO – E’ tornato da un viaggio in Thailandia con una infezione diffusa da gonococco, una forma rara della malattia sessualmente trasmissibile. Così un turista italiano di 45 anni, ora in cura al Ca’ Foncello di Treviso, ha pagato a caro presso le sue avventure nel sud est asiatico. 

A diagnosticare l’infezione, che intacca il sangue, causa lesioni cutanee e danneggia le articolazioni sono stati i medici del reparto di Malattie Infettive, diretto dal Dott. Pier Giorgio Scotton. Intervistato dal gazzettino, il primario spiega che il germe è stato individuato dopo un prelievo di liquido nel ginocchio del paziente.

“Il problema maggiore è che il germe sta diventando sempre più resistente agli antibiotici – avverte Scotton – di conseguenza anche il trattamento antibiotico diventa sempre più difficile e complesso”. Ogni anno, aggiunge, sono un centinaio le persone che si rivolgono all’ospedale di Treviso per malattie a trasmissione sessuale, come sifilide, gonorrea, clamidia, Mycoplasma genitalium ecc. Diversi casi hanno poi avuto complicanze tra cui tre donne che, come segnala Scotton, sono state sottoposte a un intervento chirurgico per una peritonite pelvica, generata proprio da gonococco.

La resistenza più grande è comunque dovuta alla vergogna che i pazienti spesso provano, quando contraggono malattie sessualmente trasmissibili che, se non trattate appropriatamente, possono dare gravi complicazioni. Scotton ha quindi rilanciato l’idea di un ambulatorio, aperto durante il pomeriggio, dedicato solo a questo tipo di malattie, dove chiunque può recarsi in totale anonimato e sottoporsi ad ogni tipo di esame.

“Fino a pochi anni fa era obbligatorio fare a tutti il test per la sifilide – spiega il medico – Adesso bisognerebbe fare a tutti il test per l’Epatite C, per scoprire i casi non noti e avviarli a trattamento, un test che dà ottimi risultati, come anche quello dell’Hiv. Questo non è un problema controllato. Anzi, non si riesce a farlo declinare. A differenza di quanto si potrebbe pensare, la circolazione continua in modo imperterrito”.

Fonte: Il Gazzettino