Trieste, a chi ospita migranti 400 euro al mese

di redazione Blitz
Pubblicato il 10 Novembre 2015 20:38 | Ultimo aggiornamento: 10 Novembre 2015 20:38
Trieste, a chi ospita migranti 400 euro al mese

(Foto d’archivio)

TRIESTE – Quattrocento euro al mese alle famiglie che ospitano a casa propria un migrante. E’ il progetto di integrazione “A Trieste l’ospitalità è di casa” dedicato ai migranti con status di rifugiati e realizzato con la collaborazione del Comune, della Prefettura, della Caritas e di Ics – Consorzio italiano di solidarietà.

Come sperimentato in altre città italiane, i cittadini potranno ospitare un rifugiato in casa. In cambio, lo Stato, attraverso Prefettura e dunque il Comune, riconoscerà un rimborso spese (non tassabile) di 400 euro. L’iniziativa farà risparmiare allo Stato almeno cinque euro al giorno per ospitare i rifugiati in strutture più costose.

L’ospitalità riguarderà migranti ambientati in Italia e che conoscono la lingua,”non profughi appena giunti dalla frontiera” spiega Gianfranco Schiavone, responsabile Ics. Chi ospita metterà a disposizione le proprie relazioni sociali che aiuteranno l’inserimento.

E il progetto ha riscosso un inaspettato successo, come ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Trieste, Laura Famulari:

“Tanti triestini hanno dato disponibilità ad accogliere. Il progetto non favorisce arrivo di persone sul territorio ma riguarda quelle che sono già presenti e costituisce la fine del loro percorso di autonomia. Le famiglie non saranno lasciate sole”.

Il progetto verrà presentato solo mercoledì 11 novembre, ma ha già scatenato le opposizioni. “Ormai siamo alla follia – interviene il capogruppo della Lega Nord alla Camera, Massimiliano Fedriga – a Trieste Angelino Alfano, con la complicità del sindaco Cosolini e della presidente di Regione Serracchiani, ha lanciato la campagna ‘adotta un richiedente asilo’. In pratica garantiranno 400 euro al mese a chi ospita un clandestino in casa sua”.

Stessi toni dalla parlamentare Sandra Savino, di Forza Italia: “No alle case come centri di accoglienza”. Prende le difese la segretaria del Pd Friuli Venezia Giulia, Antonella Grim che precisa: “Nessuno intende chiedere alle famiglie di sostituirsi alle Istituzioni. Questo è un modo serio, concreto e innovativo di dare, a chiunque lo desideri, la possibilità di contribuire”.