Trieste, gli assassini di Aldo Carli fuggiti in Slovenia, la rabbia della gente monta

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 dicembre 2017 7:57 | Ultimo aggiornamento: 21 dicembre 2017 8:02
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Trieste, cadavere trovato in villetta: forse rapina finita male

TRIESTE – I rapinatori di Aldo Carli, il gioielliere triestino di 75 anni trovato morto nel giardino della sua villetta, sono entrati dal cancello principlale, hanno forzato una finestra e si sono serviti. Poi sono fuggiti oltre il confine con la Slovenia, a poche decine di metri, del tutto indisturbati.

E monta la rabbia, basta leggere i commenti dei lettori sul giornale di Trieste, il Piccolo. Ha voglia a sprecare parolone e aggettivi la povera presidentessa della Regione Fvg, Debora Serracchiani, sempre più destinata a una clamorosa sconfitta elettorale. Ora parla di “un episodio sconvolgente adesso la prima cosa è catturare quei brutali delinquenti”, giustamente inquadra la vicenda, insieme con altri episodi di violenza verificatisi di recente, in una carenza di “prevenzione, a fronte di criminali che quasi sempre provengono da fuori”.

La gente non ne può più. Ecco alcune citazioni:

“Xe da 4 ani che i ga tirado via la volante da opicina, la caserma dei cc de opicina xe 4 gati in crose e i riva de aurisina, la municipale no xe più…..qst xe la sicureza tanto decantada dalo stato italico!!!!!!!!!!!!!!!”

“E poi qualcuno ha ancora il coraggio di dire che l’aumento dell’insicurezza è solo “percepito”..”

“Nell’ultima settimana ben due sentenze di condanna per proprietari di casa che hanno sparato… anni di carcere più risarcimento danni al ladro… che dire…”

“Quando ci sono queste sentenze che condannano chi si difende a casa propria al carcere e pure al risarcimento, bhè danno un chiaro segnale a questi delinguenti, quasi tutte bande dell’est , a continuare a fare i loro porci comodi, perchè sanno che lo sventurato che prova a difendersi finisce nei guai lui !!!!!!!!!!!Non ci siamo proprio auspico nelle elezioni di avere una classe politica che tuteli gli italiani e non queste bestie”.

“Adesso che è morta la vittima….ai ladri cosa succede….”se li prendono”….?le vittime se si difendono vanno sotto processo..e i ladri vengono anche risarciti…alle vittime chi li risarcisce?”

“Proprietario di negozio e proprietario di automobile rischiano allo stesso modo”

“E poi dicono di non sparare ??”.

“Introduciamo la pena di morte perchè questi non sono deliquenti comuni ma orribili assassini da far sparire dalla faccia della terra”.

“Opcina ovvero Opicina è al confine con la Slovenia, il confine più aperto d’Europa dove entra ed esce chiunque senza alcun controllo. A maggior ragione mancano Poliziotti in divisa o in borghese per sorvegliare e proteggere”.

“Chissa’ se anche l’ultimo comunistello continuera’ a dire che nulla e’ cambiato, che queste cose ci sono sempre state e la criminalita non e’ in aumento… che tutto va bene. Certo tutto va bene fin che non capita anche a voi …. poi reciterete frasi diverse. Il povero Gasparri si sgolava pochi giorni fa al senato di lasciar perdere la legge sulla morte pilotata e provvedere piuttosto a una piu utile legge sulla legittima difesa, ma il solito governo di comunistelli ovviamente ha avuto altre priorita’, accontentare le solite logge di potenti e multinazionali per cui uno in coma all’ospedale non genera rendita ed e’ solo un costo”.

“Ogni volta che ci si trova un evento del genere, e ormai ne sono veramente troppi, sale la rabbia, il fegato ti si torce, vorresti un qualcosa che assomimigli a uno Stato, uno straccio di legge, una magistratura. Ma sarà vero o sarà falso a me sembra che non esiste nessuno dei tre e quindi continuo a rodermi dentro impotente”.

Aldo Carli è stato trovato morto la mattina del 20 dicembre nel giardino della villetta a due piani, dove viveva in via del Refosco nella frazione di Opicina, a Trieste. Una zona tranquilla, fino all’altra notte, vicino al confine, abitata in prevalenza da sloveni. In casa la polizia ha trovato anche la madre di Carli, di 94 anni, ferita in modo non grave. La donna condivideva col figlio il primo piano della palazzina. È stata ferita lievemente al volto, con traumi da schiacciamento. L’ipotesi, tutta da verificare, è che i rapinatori abbiano cercato di soffocarla con un cuscino.Al piano superiore vive la moglie di Carli,  Zdenka, 62 anni, in stato di separati in casa. Dormiva e non si è accorta di nulla.

A trovare il corpo è stato un operaio di una ditta impegnata in lavori edilizi nella zona, che lo ha notato e ha allertato i soccorsi.

Non è ancora chiaro se i ladri abbiano scelto il loro obiettivo perché la vittima faceva il gioielliere, oppure perché la villetta era più isolata di altre e con meno ostacoli da superare. L’appartamento è stato trovato dagli agenti di polizia completamente a soqquadro.

È probabile che l’uomo stesse dormendo quando è stato svegliato da rumori, segno di una presenza in casa, e che possa aver sorpreso i ladri. Da questo momento in poi ogni ipotesi è plausibile. “Le piste di indagine sono complicate: non ci sono segni univoci di qualcosa in particolare”, commenta telegraficamente il procuratore, Carlo Mastelloni, parlando di una “brutta rapina”.

Non è ancora chiaro il motivo per cui l’uomo è deceduto: se sia morto per un malore o in seguito alle percosse subite durante la rapina.

Soltanto l’esame autoptico potrà chiarire alcuni elementi della vicenda, come individuare un orario abbastanza preciso della morte; e le testimonianze. Per il momento, la madre della vittima è ancora ricoverata all’ospedale di Cattinara, in stato di choc.