Trieste e Gorizia, non si opera più: negli ospedali (in Friuli e non solo) overbooking di no vax

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 12 Gennaio 2022 - 11:31 OLTRE 6 MESI FA
Trieste e Gorizia, non si opera più: negli ospedali (in Friuli e non solo) overbooking di no vax

Trieste e Gorizia, non si opera più: negli ospedali (in Friuli e non solo) overbooking di no vax (Foto d’archivio Ansa)

A Trieste e Gorizia non si opera più. Tolti gli interventi d’urgenza, gli altri (per esempio quelli programmati) e i ricoveri non urgenti. Colpa dei ricoverati Covid, che occupano militarmente la stragrande maggioranza dei posti letto a disposizione. E tra i ricoverati Covid la maggior parte sono, manco a dirlo, non vaccinati.

Overbooking di No Vax negli ospedali friulani. E gli altri pazienti si attaccano alla…lista d’attesa che slitta inesorabile sul calendario. Grazie a chi non crede nella medicina e parla spesso di dittatura sanitaria. Con buona pace per chi le patologie ce le ha davvero e ha il diritto di farsi curare. E quello che oggi succede in Friuli ben presto potrebbe accadere anche in altre parti d’Italia.

A Trieste e Gorizia non si opera più: la situazione negli ospedali in Friuli

L’Asugi, Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina, precisa che lo stop partirà dal 12 gennaio. E che verranno sospese anche le operazioni in regime di libera professione a causa del costante flusso di pazienti Covid e non Covid presso i Pronto Soccorsi. A essere garantite saranno le operazioni di urgenza ed emergenze chirurgiche, traumatologia e la chirurgia oncologica indifferibile. Verranno inoltre sospese tutte le attività di ricovero programmato dell’area medica.

L’allarme dei chirurghi

“Garantire la necessaria assistenza, le cure e gli interventi anche ai pazienti con patologie non Covid, che continuano ad essere penalizzati a causa dell’attuale recrudescenza della pandemia, dovuta al dilagare della variante Omicron”. Così la presidente nazionale di Aiop, l’Associazione italiana ospedalità privata, Barbara Cittadini, che aggiunge: “Condividiamo l’allarme dell’Associazione Chirurghi ospedalieri italiani (Acoi) e della Società italiana di chirurgia (Sic) per un’attività chirurgica programmata negli ospedali pubblici italiani che è praticamente ferma, limitata agli interventi d’urgenza o a salvaguardare quelli oncologici non rimandabili, con una riduzione dal 50 all’80% in tutta Italia”.

Secondo la Cittadini: “bisogna agire in fretta, per arginare un’emergenza che rischia di lasciare senza l’assistenza necessaria molti malati, che si confrontano con liste d’attesa che tornano ad allungarsi e reparti Covid e terapie intensive affollati. Occorre riorganizzare i servizi e il personale e servono nuovi investimenti per assicurare il diritto alla salute e alle cure anche ai malati non Covid”.

Friuli Venezia Giulia, l’ultimo bollettino Covid

Alla data dell’11 gennaio 2022, in Friuli le persone ricoverate in terapia intensiva calano a 37, i pazienti in altri reparti sono 353. Lo comunica il vicegovernatore della Regione con delega alla Salute, Riccardo Riccardi. Riguardo alla diffusione del virus tra la popolazione, la fascia d’età più colpita è 50-59 anni (20,13%).

Si sono registrati 9 decessi. I decessi complessivamente sono 4.295, di cui 1.041 a Trieste, 2.100 a Udine, 797 a Pordenone e 357 a Gorizia. I totalmente guariti sono 144.611, i clinicamente guariti 570, le persone in isolamento sono 37.470. Dall’inizio della pandemia in Fvg sono risultate positive 187.336 persone di cui 44.195 a Trieste, 77.854 a Udine, 40.944 a Pordenone, 21.500 a Gorizia e 2.843 da fuori regione.