Trifone Ragone e Teresa Costanza, il papà della ragazza: “Forse un errore di persona”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 luglio 2015 8:37 | Ultimo aggiornamento: 16 luglio 2015 8:37
Trifone Ragone e Teresa Costanza

Trifone Ragone e Teresa Costanza

ROMA – “Quella sera qualcuno ha visto e io ora sono qui a supplicarlo: per favore, parli. Siamo stati più volte a Pordenone, nel piazzale del delitto e a quell’ora è impossibile che fosse deserto…”: queste le parole di Rosario Costanza, il padre di Teresa, la ragazza uccisa col fidanzato, Trifone Ragone, nel parcheggio di una palestra di Pordenone lo scorso 17 marzo. Omicidio per il quale ancora non è stato trovato il killer e il movente.

“Un’esecuzione di due giovani semplici e innamorati – dice, intervistato dal Corriere della Sera, il padre di Teresa – non riuscirò mai a capire, io sto vagando ancora per i miei cantieri con la testa sempre lì…”. “Lei – racconta il padre – riempiva la casa di amici, di cose, di progetti. L’ha sempre fatto, prima di conoscere Trifone e anche dopo, con lui. Arrivavano da Pordenone e organizzavano qualcosa, invitando gli amici dello sport, i colleghi, i fratelli di lei e di lui. Non avevano grilli per la testa, solo sogni. Volevano sposarsi”.

“Erano belli e potevano suscitare gelosie, invidie, rabbia”, dicono gli inquirenti che si sono trovati a scremare una mole impressionante di dati senza trovare il bandolo della matassa. “Ma c’è davvero poco di vero in tutto questo – sostiene il padre con forza – Le feste erano cose da giovani. Del bar non sapevamo nulla ma era certamente una cosa temporanea. Lei è sempre stata una ragazza con la testa sulle spalle”.

Spasimanti? “Ma no, la storia con il precedente era chiusa da tempo. Non c’era nessuno che la stava importunando”. Si è parlato di mafia. “Sciocchezze”. Di droga, di anabolizzanti. “Lui di certo non ne prendeva, era un purista”. Cosa può esser successo allora? “Noi abbiamo pensato anche a un errore di persona, Trifone aveva un amico con una fidanzata biondina come lei…”. Ipotesi che gli investigatori tendono però a escludere.