Trifone Ragone-Teresa Costanza: esecuzione militare, killer “addestrato per uccidere”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 luglio 2015 12:07 | Ultimo aggiornamento: 27 luglio 2015 12:07

 

Trifone Ragone-Teresa Costanza: esecuzione militare, killer "addestrato per uccidere"

Trifone Ragone-Teresa Costanza: esecuzione militare, killer “addestrato per uccidere”

PORDENONE – L’uccisione di Trifone Ragone e Teresa Costanza paragonata a “un’esecuzione di stampo militare”. Lo scrive Cristiana Antonutti sul Gazzettino, in un articolo sulla coppia uccisa a Pordenone qualche mese fa. Gli elementi a sostegno di questa tesi, scrive la giornalista, sono essenzialmente due: la tecnica utilizzata da marines e corpi speciali e l’arma che ha sparato, in dotazione proprio ai corpi speciali. Scrive dunque Antonutti che il killer dei due ragazzi potrebbe essere proprio qualcuno che in passato è stato “addestrato per uccidere“.

Scrive Antonutti: Freddo, preciso, l’assassino non ha lasciato al caporal maggiore Ragone il tempo di reagire. Si è avvicinato alla macchina e ha esploso sei colpi in rapida successione. A “Segreti e delitti” si è anche fatto riferimento a una tecnica militare, diffusa tra marines e corpi speciali, che insegna a uccidere in pochi secondi e in spazi angusti. E si è vagamente accennato a un’altra storia violenta che si intreccia con il delitto dei fidanzati di Pordenone: riguarderebbe un giovane ingaggiato per missioni sotto copertura. Si è poi parlato della semiautomatica 7,65 usata dal killer.

Un modello non recente e un po’ usurato, aveva anticipato il procuratore Marco Martani. L’ex comandante dei Ris, Luciano Garofano, ha parlato di tracce di ruggine, precisando che fenomeni di ossidazione sono frequenti in armi che non vengono usate da tempo (o comunque conservate senza cura), nonché di un componente che sarebbe stato sostituito. Ed è stato anche ricordato che le calibro 7,65 in Italia erano in dotazione al Corpo forestale negli anni Sessanta e ai corpi speciali.