TripAdvisor, attenti alle offese: può scattare l’accusa di diffamazione

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Marzo 2015 20:33 | Ultimo aggiornamento: 11 Marzo 2015 20:33
TripAdvisor, attenti alle offese: può scattare l'accusa di diffamazione

TripAdvisor, attenti alle offese: può scattare l’accusa di diffamazione

MILANO – Nei portali di recensioni online, caricare post offensivi e pesanti nei confronti di ristoranti o alberghi può costare l’accusa di diffamazione. A spiegarlo è Giuseppe Guastella sul Corriere della Sera  che cita un’inchiesta della Procura di Milano avviata dopo la querela presentata dal titolare di un noto ristorante stanco dei commenti negativi sul suo locale. Scrive Guastella che le offese che riceveva il ristoratore erano del tipo

“Il pane vecchio… Cameriera da balera, ho preso una frittura di paranze… che fosse stata della Findus sarebbe stata decisamente più buona”. “Zoccolette e calciatori. Insomma, un posto infimo” scriveva testualmente un tale “Sandrocan 2014” un anno fa. Pochi giorni un altro utente anonimo, “Desantisi” rincarava la dose anche in questo caso con qualche difficoltà linguistiche: “Clientela è tutta fuffa, rolex ed escort… mangiato uno spaghetto calamari, gamberetti e melanzane ma purtroppo era scialbo” aggiungendo una decina di giorni dopo che nel locale c’erano anche delle “porche”. Per il gestore del ristorante si trattava di “post falsi, con evidenti intenti diffamatori, scritti solo per screditare il ristorante” dato che a postarli erano state “persone che si erano iscritte lo stesso giorno solo per fare quei commenti”, scriveva nella querela presentata con il suo legale, l’avvocato Gabriele Minniti di Milano”.

“Per la Procura, però, la querela andava archiviata perché non era stato commesso alcun reato in quanto chi aveva fatto quei commenti aveva solo “esercitato il proprio diritto di critica” rispettando i “requisiti” della legittimità, rilevanza sociale (chi naviga su TripAdvisor cerca proprio consigli “basati sulle esperienze altrui”) e della continenza e che, in base alla letture di altri commenti, era stata descritta “«una situazione obiettiva, concordemente riscontrata dalla maggior parte degli avventori””.

Di diverso parere l’avvocato del ristoratore che giudica le recensioni “palesemente diffamatorie” scritte da persone che non sarebbero “mai state nel ristorante” e che citano “piatti inesistenti”. Anche lo stesso TripAdvisor che non è coinvolto nell’indagine, alla fine ha deciso di rimuovere i commenti offensivi dando indirettamente ragione alla tesi dell’avvocato del ristorante. Ed anche il giudice per le indagini preliminari di Milano Alessandra Clemente ha dato ragione al ristoratore ordinando al pm di proseguire le indagini e di identificare gli autori dei post offensivi perché, spiega ancora il Corriere,

se “non vi è dubbio che tale scambio di opinioni” sia “utile a chi si approccia ad avvalersi di un servizio o ad acquistare un oggetto”, è altrettanto necessario che esse siano espresse “in termini di correttezza e comunque di genuinità delle informazioni”. E le recensioni al centro della querela, secondo il giudice, “hanno utilizzato espressioni chiaramente sopra le righe”, “inutilmente e gravemente offensive e diffamanti che si risolvono nella denigrazione del ristorante e del suo gestore in quanto tale”, soprattutto “quando vi è il sospetto” che tutto questo “possa essere stato fatto ad arte”.