“Troppo italiana”, e tenta di farle sposare uno sconosciuto. Padre-padrone fermato dal giudice

Pubblicato il 30 Giugno 2010 8:54 | Ultimo aggiornamento: 30 Giugno 2010 8:54

Era troppo italiana, con modi di vivere e di pensare troppo occidentali. Per questo da anni cercava di imporre alla figlia con la forza la sua volontà, picchiandola e minacciandola di tornare nel paese d’origine, la Macedonia, per sposare uno sconosciuto. Ma ieri il giudice per le indagini preliminari di Bologna ha notificato al padre-padrone il divieto di avvicinarla e di comunicare con lei in qualsiasi modo.

La ragazza vive in Italia da quando aveva tre anni e da subito si era adattata alla cultura e ai modi di vivere occidentali. Ma il padre, un muratore macedone di 47 anni residente a Terni, non approvava quei modi di fare e quei comportamenti, tanto che da anni cercava in tutti i modi, anche con la violenza fisica, di piegare la figlia alla propria volontà.

Prima l’avrebbe costretta ad abbandonare gli studi, poi l’avrebbe segregata in casa, e addirittura portata in Macedonia con l’imposizione di sposare un uomo del posto che lei non conosceva. La ragazza, pienamente integrata nella sua vita italiana, per sfuggire dalle grinfie del padre avrebbe tentato per due volte il suicidio. La prima volta fu nel 2006, quando dopo essere tornata a Narni con la famiglia tentò di levarsi la vita. Quel gesto così estremo non era passato inosservato e così gli assistenti sociali avevano iniziato a occuparsi di lei, allontanandola dalla famiglia e facendola rifugiare in una località in provincia di Bologna. La ragazza, che oggi ha 21 anni, ha ricominciato a vivere, trovando lavoro come parrucchiera e iniziando a frequentare un ragazzo.

Ma la famiglia non ha mai accettato questa nuova vita e il padre ha continuato a cercare di imporle la sua volontà. Da ieri però il gip di Bologna gli ha imposto il divieto di vederla, di telefonarle, di entrare in alcun modo in contatto con lei.