Truffa da 5 milioni di euro alla sanità: a Roma l’ospedale Santa Maria Addolorata serviva pasti a pazienti immaginari. Arrestate 9 persone

Pubblicato il 9 giugno 2009 17:13 | Ultimo aggiornamento: 9 giugno 2009 17:13

Servivano pasti a malati inesistenti ed il servizio lavanderia funzionava anche per quei pazienti che da tempo erano tornati a casa. Le uscite venivano sommate e non sottratte, con conseguente guadagno di grandi somme di denaro a danno dell’amministrazione pubblicaSi tratta di una truffa da oltre 5 milioni di euro ai danni del sistema sanitario regionale che vede coinvolti dirigenti e funzionari operanti nella sanità pubblica ed anche imprenditori di società che hanno vinto numerosi appalti.

L’indagine, lunga e complicata, è stata portata a termine dai carabinieri del Nucleo investigativo di Roma, che hanno arrestato nove persone accusate di corruzione, truffa ai danni del Servizio sanitario regionale e favoreggiamento.

Ideatore e “amministratore” della truffa, in atto dal 2002, è il direttore amministrativo del presidio ospedaliero Santa Maria Addolorata (che fa parte dell’azienda ospedaliera San Giovanni), Franco Cerretti, 70 anni, che insieme all’imprenditore Ferdinando Morabito, anche lui arrestato, titolare di aziende operante nei settori della ristorazione e della lavanderia, ha messo in piedi un sistema che gonfiava i numeri dei  ricoverati per ottenere più soldi dalle casse della Regione Lazio.

Tra gli arrestati anche la figlia di Cerretti, Francesca, accusata di favoreggiamento, un altro imprenditore, Emilio Innocenzi, e Francesco Pacilio dell’ufficio tecnico dell’Asl Roma C.