“Truffa all’Inps”, Gina Tralicci: “Aldo Di Biagio è il socio di mio marito”

Pubblicato il 4 Giugno 2013 12:23 | Ultimo aggiornamento: 4 Giugno 2013 12:26
Il senatore Aldo Di Biagio

Il senatore Aldo Di Biagio

ROMA – “Il socio di mio marito, uno di noi, proprio stretto”. Sono le parole con cui l’avvocato Gina Tralicci, una delle tre persone arrestate nell’ambito dell’inchiesta su una presunta maxi truffa all’Inps e al ministero della Giustizia, coinvolge nella vicenda il senatore di Scelta Civica Aldo Di Biagio.

Di Biagio, ex braccio destro di Gianni Alemanno, figura tra i 13 indagati. E l’ipotesi di reato è seria: associazione per delinquere. Secondo le accuse, infatti, i 13 a vario titolo avrebbero truffato l’Inps promuovendo ricorsi a nomi di pensionati deceduti o residenti all’estero e quindi al di fuori dell’anagrafica dei controlli di routine. Con questo stratagemma, è la tesi della procura, i 13 avrebbero incassato 22 milioni di euro, frutti sia dei ricorsi all’Inps, sia di altri ricorsi al ministero della Giustizia. Questi ultimi giustificati dalla lentezza dei procedimenti.

Nell’inchiesta sono finiti in carcere tre avvocati romani, Nicola Staniscia e la moglie Gina Tralicci e Barbara Conti e una loro collaboratrice, Adriana Mezzoli è agli arresti domiciliari. Ma è proprio la vicinanza tra Staniscia e Di Biagio ad aver fatto finire il senatore tra gli indagati. Scrive Repubblica che secondo le accuse Di Biagio, che avrebbe ottenuto 443 mila euro dall’affare,  avrebbe avuto un ruolo chiave:

Il senatore, anche lui accusato di associazione a delinquere, aveva un compito fondamentale: quello di fornire le liste di nominativi di pensionati residenti all’estero che, spesso sfuggono ai controlli basedell’anagrafica Inps. Un ruolo che all’onorevole di Fli eletto nel listone Monti, era garantito, spiega il gip Paola Della Monica, dal «ruolo di responsabile del coordinamento delle sedi estere del patronato Enas (Ente Nazionale Assistenza sociale) ». Ero uno di loro, l’onorevole. Gina Tralicci lo definisce «il socio di mio marito. È stato socio per 10 anni. Insomma gente a noi proprio stretta». Il nome di Di Biagio, spiegano i finanzieri del valutario, «è riportato in diverse procure e/o mandati speciali sia per la riscossione sia per autorizzarlo a rendere interrogatorio formale deferito dall’Avvocatura della Stato di giudizi per le lungaggini processuali». Un aiuto ben remunerato: «L’onorevole è risultato beneficiario finale della somma complessiva di443.589,83euro». E altri soldi sarebberofiniti alla moglie.