Nuova versione della truffa dello specchietto: ora si fa con il sangue

Pubblicato il 23 Maggio 2012 9:29 | Ultimo aggiornamento: 23 Maggio 2012 10:46

ROMA – Di solito sono donne sole, o mamme con bambini. Vittime predestinate anche gli anziani, meglio se senza passeggeri in auto. Procedono in macchina a velocità moderata, magari neanche fanno caso a quel passante che anziché camminare sul marciapiede sceglie il ciglio della strada. Poi, un colpo secco, lo specchietto si chiude, il guidatore si accorge di aver urtato il pedone. E qui inizia una truffa, non facilmente riconoscibile però, perché per spavento e sensi di colpa di solito si tende a dare fiducia alla vittima. La sempre in auge “truffa dello specchietto” però ultimamente ha fatto registrare una nuova, insidiosa variante. La truffa con sangue. Inavvertitamente abbiamo urtato un pedone, lo abbiamo addirittura ferito. Scendiamo dall’auto e vediamo che perde sangue, come far finta di niente? E invece si dovrebbe rimanere in auto o chiamare la polizia: potrebbe infatti trattarsi di una messa in scena. L’hanno denunciata quelli dell’Asaps (amici della polizia stradale).

Il truffatore ha una ferita aperta sulla mano che, all’occorrenza e con una piccola pressione, riprende a sgorgare sangue. E forse, meglio ancora, quel sangue vero non è. Ad ogni modo il copione è simile: il guidatore esce scusandosi per il danno provocato e inizia la trattativa. Il “ferito” spesso va di fretta. Racconta qualcosa di sé: ha un lavoro precario, guadagna poco, non può tardare al lavoro, come potrebbe mantenere moglie e figli? Ed ecco che la vittima, già psicologicamente prostrata, per mettere a tacere la coscienza mette mano al portafogli. Quella col sangue è l’ultima, subdola, versione della truffa dello specchietto. La “versione classica” prevede che il truffatore colpisca con un oggetto un’altra auto, obblighi il conducente a fermarsi e contesti un danno alla carrozzeria. A quel punto, meglio non metter mano al Cid (“Perché mettere in mezzo le assicurazioni?”) o chiamare la stradale (“Vado di fretta…”). E anche in questo caso, riecco la scena della trattativa: uno fa un rapido calcolo del danno, l’altro rilancia al ribasso. Il copione può prevedere anche qualche variante, come l’intervento di alcuni “amici” del finto danneggiato. Ecco perché, in caso di pericolo, il consiglio è quello di ricorrere al classico “Ho 20 euro nel portafogli, è tutto quello che ti posso dare ora” e finirla lì. In casi meno problematici, meglio chiamare la polizia stradale mentre come prevenzione il consiglio è quello di viaggiare in auto con gli sportelli chiusi. E possibilmente tenere d’occhio gli specchietti.