Truffe: la Iban, la “romantica”, il “bonifico Costa Avorio”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Marzo 2016 15:32 | Ultimo aggiornamento: 16 Marzo 2016 15:38
Truffe: la Iban, la "romantica", il "bonifico Costa Avorio"

Truffe: la Iban, la “romantica”, il “bonifico Costa Avorio”

ROMA – Truffe, ce ne son tre che vanno forte. Quella dell’Iban cambiato, quella “romantica” e quella del “bonifico in Costa d’Avorio”. Esaurita ma non spenta la redditività della truffa dell’eredità (lei ha avuto un’eredità, per sbloccarla dalla burocrazia basta solo un timbro, cento euro ed è fatta, incredibile quanti hanno abboccato e talvolta abboccano ancora), ecco tre storie sempre più frequenti.

Storia uno, dell’Iban cambiato. Comincia con una email, assolutamente innocua. Cui segue altra email, innocua anche questa. Servono da esploratori. La terza o quarta email dalla stessa fonte contiene un elemento ovviamente non visibile che mette il pc sotto controllo. Controllo relativo ma controllo. Consente a chi controlla di conoscere modalità operativo dell’osservato che ovviamente è un’azienda, possibilmente di discrete dimensioni. Azienda che ha molti scambi commerciali e molto traffico di bonifici in entrata e uscita. Al momento buono si piazza email: abbiamo cambiato il nostro Iban e naturalmente si “firma” la email come fosse di un fornitore dell’azienda. L’azienda paga sul nuovo Iban e la truffa è compiuta. La banca che ha pagato ti dirà che i cocci sono tuoi, sei tu che hai pagato l’Iban sbagliato. (Ovviamente non era cambiato, era l’Iban dei truffatori o almeno di un loro conto corrente che è servito a incassare e poi subito sparito).

Storia due, la “truffa romantica”. Viaggia si Facebook, è un classico, anche un po’ stantio e ripetitivo nelle forme, ma trova la sua forza proprio nell’essere sempre uguale a se stesso. Via Facebook un padre serissimo ormai separato con bambini che accudisce e buona posizione economica e culturale ti chiede amicizia, comprensione, condivisione. E’ attento, presente, educato, sensibile. Un giorno gli capita di essere un po’ nei pasticci, ti chiede solidarietà. Solidarietà e basta. Anzi solidarietà e fiducia. Incassatele entrambe, un altro giorno chiede aiuto economico, come fai a non darlo? Variante femminile, più diffusa e più rozza come truffa: donna sola, sensibile, delusa dagli uomini in grado di avere contatti per ora solo via web causa animo ferito…

Storia tre, il “bonifico in Costa d’Avorio”. Semplice, quasi scoperto. Metti in vendita una cosa, qualunque cosa su un  sito. Risponde compratore da Costa d’Avorio, annuncia che sta inviando bonifico. Poi precisa: il bonifico ha bisogno di essere sbloccato al modico prezzo di qualche decina di euro. Il venditore per incassare il bonifico, cioè il prezzo pattuito do quel che ha messo in vendita, invia le decine di euro. Che non rivedrà mai più, come il bonifico e il compratore.

Si son fatte tecnologiche ma in fondo son sempre le stesse truffe da secoli. Giocano su costanti dell’animo umano: la disattenzione, l’illusione, il miraggio del guadagno. Così a freddo non sembra nessuno possa distrarsi e non insospettirsi di fronte a un Iban che cambia. Men che mai possibile appare che uno/a creda al principe azzurro trovato via posta o via post, figuriamoci al “mandami dieci euro che te ne arrivano trecento”.  Eppure al caldo della vita vera ci credono in tanti. Spesso vittime di se stessi più che dei truffatori perché in realtà quasi sempre il truffato è come afflitto da vertigini: una spinta interna lo spinge a tuffarsi nel baratro della truffa.