Tubercolosi, focolaio a Carugate. Sei ragazzi malati e cinquanta in profilassi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Giugno 2020 9:18 | Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2020 9:19
Tubercolosi, focolaio a Carugate. Sei ragazzi malati e cinquanta in profilassi

Tubercolosi, focolaio a Carugate. Sei ragazzi malati e cinquanta in profilassi (foto ANSA)

ROMA – Sono almeno una cinquantina le persone coinvolte dall’epidemia di tubercolosi a Carugate, piccolo comune a nord est di Milano stretto tra Cernusco, Cologno Monzese, Gorgonzola e Monza.

I casi attualmente accertati e confermati sono 6 e i primi quattro, collegati tra di loro, sono stati registrati all’inizio del lockdown e riguardano un gruppo di amici di nazionalità italiana e d’età compresa fra i 19 e i 25 anni.

Gli altri due, invece, si sono ammalati più di recente, circa due settimane fa.

C’è voluto del tempo per capire che si trattava di tubercolosi polmonare perché questa infezione delle vie respiratorie dà sintomi lievi, febbre non alta e tosse, non si tratta di una malattia debilitante, anche se può essere letale se non curata.

 Il quotidiano Il Giornale ha interpellato in merito alla vicenda Marino Faccini, direttore dell’Unità operativa complessa Malattie infettive dell’Ats Città di Milano, il quale ha dichiarato.

“Dal momento che ci trovavamo in piena emergenza Coronavirus, siamo andati a Carugate con il nostro camper, attrezzato per lastre ed esami del genere, al fine di evitare che i presunti contagiati, cioè la cerchia dei contatti, andassero in ospedale”.

“Abbiamo quindi effettuato test e radiografie a una cinquantina di persone: sono risultate positive al test, ma con lastra negativa e quindi sottoposti a terapia antibiotica preventiva, che dura circa 4 mesi con un controllo al mese” ha aggiunto Faccini.

Per quanto riguarda invece i 6 malati, la loro terapia antibiotica consta di dosi decisamente più significative e dura almeno mezzo anno, con controlli periodici.

“Se ci si cura, si guarisce perfettamente dalla tubercolosi, per di più si tratta di ragazzi giovani che non dovrebbero avere nessun tipo di esito”. (fonte IL GIORNALE)