Tubercolosi al Gemelli di Roma, primo caso sospetto: la piccola Serena infettata dall’infermiera?

Pubblicato il 18 agosto 2011 11:33 | Ultimo aggiornamento: 18 agosto 2011 12:20

ROMA – Primo caso sospetto di neonata contagiata dalla tubercolosi all’ospedale Gemelli di Roma, dove un’infermiera del reparto di neonatologia (ora sospesa) ha scoperto di essere affetta da Tbc. La piccola Serena è nata il 22 marzo all’ospedale Gemelli e almeno nei primi giorni di vita le sue condizioni di salute erano buone. Ma, come racconta ‘Il Messaggero’, già a un mese dalla nascita iniziano i primi problemi. Così i genitori si sono rivolti all’ospedale Bambino Gesù, dove la piccola è stata ricoverata dal 15 luglio scorso con la diagnosi di tubercolosi.

Serena potrebbe dunque essere il primo caso di malattia contratta al policlinico Gemelli dall’infermiera infetta. Fatti due conti, il periodo di contagio corrisponde alla malattia dell’infermiera del reparto di neonatologia dove è scattato l’allarme che coinvolgerà circa mille neonati che saranno sottoposti ai controlli. L’infermiera, naturalmente inconsapevole della sua malattia, potrebbe aver contagiato i neonati venuti alla luce tra marzo e giugno al Gemelli.

Il rischio che i bambini siano stati contagiati, ha spiegato il responsabile del reparto Costantino Romagnoli, ”non e’ giudicato elevato”. ”La maggiore possibilita’ di essere stati contagiati riguarda chi convive con un malato”, ha aggiunto il medico sottolineando che in un nido il contatto fra personale sanitario e i piccoli e’ piu’ diradato e non e’ sempre la stessa infermiera ad occuparsi dello stesso bambino.

Ma la struttura da domani mattina sottoporra’ i bambini, 25 ogni giorno, a visite e ad un esame del sangue, il piu’ accurato rispetto a quello classico della intradermo reazione, utilizzato in genere sugli adulti. Basteranno 48 ore per avere il risultato degli esami. Romagnoli ha spiegato di comprendere le eventuali preoccupazioni delle famiglie.

I bambini saranno accolti da una squadra di medici attrezzata per fare fronte a questa emergenza, pool che sara’ coordinato dallo stesso Romagnoli. I sintomi di un eventuale contagio sono la tosse persistente e la febbre. La malattia si sviluppa dal momento del contagio, ha spiegato il medico, in circa 12 settimane. Per questa ragione e’ stato deciso di iniziare a controllare i bambini nati a partire dal primo marzo assieme ad un gruppo di piu’ piccoli nati nelle ultime settimane. I controlli, ha anche spiegato Romagnoli, dureranno alcuni mesi.