Turismo, l’Italia non è più al primo posto: italiani scortesi, troppi “bidoni”

di redazione Blitz
Pubblicato il 29 marzo 2014 10:06 | Ultimo aggiornamento: 29 marzo 2014 10:07
Obama, "turista" d'eccezione al Colosseo (Foto Lapresse)

Obama, “turista” d’eccezione al Colosseo (Foto Lapresse)

ROMA – Nel 1950 uno straniero su 5 che sceglieva una meta per un viaggio, puntava sull’Italia. Oggi lo fa uno su 23. Anche se il numero dei turisti è aumentato enormemente.

L’Italia non attrae più, anzi, è scartata sempre di più nelle scelte degli stranieri. Perché manca una strategia del turismo, paradossale in un Paese che potrebbe aumentare il Pil solo puntando sulla sua cultura; ma anche per colpa nostra, di noi italiani: scortesi, diamo troppi “bidoni”, offriamo servizi mediocri se non scadenti.

Ed è vero che anche Francia o Spagna hanno perso posti in classifica, ed è anche vero che l’orizzonte del turista medio si è allargato enormemente in 60 anni. Però l’Italia perde appeal più di tutti gli altri.

Lo dicono alcuni dati, impietosi, del ministero dei Beni Culturali, anticipati da Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera:

Da allora (dal 1950, ndr), la nostra quota si è ridotta di decennio in decennio dal 19% del 1950 al 15,9% del 1960 e poi al 7,7% del 1970 (quando eravamo comunque i primi davanti al Canada, alla Francia, alla Spagna e agli Stati Uniti) e giù giù, dopo una breve risalita nel 1980, fino al 6,1% del 1990 (rimasto tale fino al 2000) per poi calare ancora al 4,6% del 2010 e infine al 4,4% di oggi.

Già, ma per quale motivo? Non è solo “colpa del Palazzo” che non investe:

«Il turismo non è mai stato, e non è tuttora, un’opzione di sviluppo economico presa seriamente in considerazione dalla politica». Tutta colpa del Palazzo? No: il dossier infila infatti il dito nella piaga della mancanza anche di una «cultura dell’ospitalità». Troppi bidoni ai turisti, troppi disservizi, troppa scortesia verso chi viene a trovarci. Come se tutto ci fosse dovuto in quanto «Paese più bello del mondo».