Cronaca Italia

Uomini che uccidono le donne, l’esperto: “Mix di depressione e narcisismo”

Depressione, narcisismo e incapacità di tollerare frustrazioni: questo mix esplosivo è all’origine della violenza sulle donne da parte degli uomini, che spesso arrivano ad uccidere, secondo l’esperto di Psicopatologia forense Vincenzo Mastronardi, dell’università di Roma La Sapienza.

Così, come nel caso dell’omicidio-suicidio di Asseggio dove l’uomo di 30, appena laureato con il massimo dei voti, non ha sopportato il rifiuto da parte della ragazza di 16 anni. ”Sono sempre più numerosi i delitti da parte degli uomini che non tollerano l’abbandono”, osserva Mastronardi. Delitti che ”avvengono quando si verifica una miscela esplosiva fra almeno tre elementi: una bassissima soglia di tolleranza delle frustrazioni e un accentuato narcisismo che porta a dire ‘a me non la si fa’, entrambi combinati con la tendenza alla depressione”.

Davanti a un ostacolo, come l’abbandono da parte di una donna, scatta il rifiuto di prendere atto della realtà e scatta quella che l’esperto chiama ”la sindrome di Sansone”: ”si preferisce dire ‘muoia Sansone con tutti i Filistei’, perciò si uccide chi ha osato rifiutare, ma a quel punto anche la propria vita non ha più senso e ci si uccide”. Casi come questi stanno diventando sempre più numerosi, rileva Mastronardi: ”sempre più uomini avvertono l’enorme divario fra se stessi e la capacità di gestire il rapporto con una donna che sfugge alla propria capacità di conquista”.

In passato, prosegue, il rapporto con le donne era ”un territorio di caccia effettivo e molto sotto controllo, all’insegna di un’egemonia che gli uomini sentivano molto chiaramente”. La figura maschile finiva con il prevalere sempre e comunque. Adesso le cose sono molto cambiate: ”più si va avanti, più si intensificano gli omicidi di questo tipo: non c’è la possibilità di accettare a cuor leggero le vicissitudini” e gli uomini di trovano a vivere ”un temuto senso di inferiorità”.

Che questa grande difficoltà sia all’origine di molti delitti emerge anche dai dati più completi su questi fenomeni, presentati nel 2006 dall’associazione Eures, secondo i quali in Italia avviene un omicidio in famiglia ogni due giorni: in 7 casi su 10 la vittima è una donna e in 8 su 10 il responsabile è un uomo.

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