Uccisa e sepolta a Bruino (Torino): chiesta le perizia psichiatrica per la presunta assassina

Pubblicato il 10 Gennaio 2011 - 16:41 OLTRE 6 MESI FA

Marina Patriti

La Procura di Torino ha chiesto di sottoporre a perizia psichiatrica Maria Teresa Crivellari, la donna arrestata per l’omicidio di Marina Patriti, la casalinga di Bruino (Torino) rapita e uccisa nel febbraio dello scorso anno, il cui cadavere è stato ritrovato soltanto a novembre. La proposta è stata formulata dal pm Eugenia Ghi che ha chiesto un incidente probatorio.

Crivellari, amante del marito della vittima Giacomo Bellorio, ha ammesso di avere fatto rapire e di avere somministrato un cocktail letale di farmaci alla vittima, che poi è stata seppellita in un terrapieno adiacente alla villetta in cui sarebbe stato compiuto il delitto, a Sant’Ambrogio di Torino (Torino). La sua ricostruzione, tuttavia, non ha ancora convinto del tutto gli investigatori, che continuano a sostenere l’accusa di omicidio anche contro gli altri tre arrestati: Andrea Chiappetta e Calogero Pasqualino, che hanno ammesso di essere stati i sequestratori, e Andrea Marella, figlio della donna, che ha detto di aver aiutato la madre a scavare la fossa in cui è stato sepolto il cadavere.

A fare maggiore chiarezza dovrebbe essere l’autopsia, effettuata dal medico legale Lorenzo Varetto e dal tossicologo Michele Petrarulo, che però hanno chiesto un supplemento di tempo per consegnarne i risultati. Se il cocktail di farmaci non dovesse risultare letale, infatti, si aggraverebbe in particolare la posizione del Marella, presente, secondo gli investigatori, nel garage dove la vittima, il cui corpo era stato trovato con un sacchetto in testa, è morta.

Il pm Eugenia Ghi ha anche accolto l’istanza dei difensori di Alessandro Marella, figlio della Crivellari, di chiedere la perizia psichiatrica sul giovane. ”Vogliamo dimostrare – spiega l’avvocato Fabio Arcangeli, legale di Marella – che Alessandro era completamente succube di sua madre e tutto ciò che ha fatto deriva dal rapporto di dipendenza molto forte che ha instaurato con lei”. Marella finora ha ammesso soltanto di avere scavato la buca in cui è stata seppellita per otto mesi Marina Patriti, ma non di aver partecipato al delitto. Secondo gli investigatori, invece, potrebbe avere avuto un ruolo attivo anche nell’omicidio.