Ucciso Giovanni Caputo, la sorella: “Dopo un anno nessuna giustizia”

Pubblicato il 10 Maggio 2012 0:19 | Ultimo aggiornamento: 10 Maggio 2012 0:31

LAMEZIA TERME (CATANZARO) – Un appello agli inquirenti a fare luce sull’omicidio di Giovanni Caputo, il commerciante di 62 anni ucciso il 9 maggio 2011 nel negozio di autoricambi che gestiva a Sambiase, frazione di Lamezia Terme, e’ stato lanciato oggi, ad un anno di distanza, dai familiari dell’uomo.

”Ad un anno di distanza nessuna giustizia per Giovanni Caputo. Ad una anno di distanza – ha scritto in una lettera la sorella Dursiana Caputo – la sua famiglia e il suo quartiere si uniscono nel ricordo di Giovannino, cosi’ lo chiamavano tutti, un uomo mite, dedito al lavoro e alla famiglia che in cento metri di strada, nel centro storico della citta’, aveva deciso di trascorrere la sua onorevole esistenza, assistendo l’anziana madre e lavorando nel suo negozio.

Una vita normale che, per qualche spicciolo, una mente spietata ha deciso di spezzare, lasciando dietro di se’ il silenzio dell’ennesimo crimine impunito in citta’. Un fatto che, per la straordinarieta’, suscito’ scalpore e attrasse la solidarieta’ di tanti lametini accorsi da ogni parte del comune, un momento di sensibilita’ e di partecipazione sincera che non coinvolse affatto l’amministrazione cittadina, la quale sempre attenta a questioni di criminalita’, in quella circostanza non volle e non ebbe il coraggio o il pudore di partecipare al dolore di quella comunita”’.

”Nel primo anniversario della scomparsa di Giovannino – ha concluso la sorella nella lettera – i familiari esortano le autorita’ inquirenti a ricercare la verita’ per non permettere che le indagini rimangono ‘mute’ e si corra il rischio di trascorrere un altro anno nell’assordante silenzio dell’ingiustizia. Un silenzio oggi rotto solo dall’affetto di quanti hanno conosciuto Giovannino e che, con la loro numerosa partecipazione alla ricorrenza in via Porchio, hanno nuovamente testimoniato il torto subito dalla famiglia Caputo e dal quartiere”.